Casa Lampedusa. Le Misericordie d’Italia in prima linea | Rete del Dono

Casa Lampedusa. Le Misericordie d’Italia in prima linea

Lampedusa non è solo immigrazione. Lo sanno bene le Misericordie d’Italia che sull’isola, grazie a un gruppo di cittadini lampedusani, hanno dato vita a una sede operativa, una “Casa” accogliente per offrire qualsiasi tipo di assistenza e servizio alle persone in difficoltà. Oltre alla gestione dei servizi sociali per la comunità, qui verranno svolte attività ricreative e di supporto volte alle categorie svantaggiate. A metterci il cuore nell’avvio di questa iniziativa è stato Alessandro Mammoli, 28enne empolese che ha trascorso gli ultimi mesi sull’isola in veste di coordinatore del progetto.

Ciao Alessandro e grazie per la disponibilità.

Ciao e grazie a voi per l’interesse verso il nostro progetto.

Come vi siete avvicinati alla raccolta fondi online ed al crowdfunding?

Ci siamo avvicinati grazie al suggerimento di alcuni operatori della Confederazione che collaborano con realtà che si occupano di sistemi di collaborazione e condivisione. Vista la tipologia e le caratteristiche del Movimento delle Misericordie, ci hanno consigliato di arricchire con il crowdfunding i modi di costruire sostenibilità alle idee e alle necessità che nei vari contesti si evidenziano.

Perché avete scelto il progetto “Casa Lampedusa” per la vostra campagna su Rete del Dono?

Abbiamo scelto questo progetto perché Lampedusa rappresenta un grande investimento in termini di costruzione di comunità e di volontariato per le Misericordie e poi perché quel contesto così carico di significati è sembrato il primo traguardo per raccontare bene a tutta la comunità di riferimento delle Misericordie anche la potenzialità del crowdfunding.

La vostra raccolta sta avendo un ottimo riscontro. Quali azioni avete messo in campo? Avete fatto promozione sia online che offline?

Le azioni che abbiamo intrapreso per sponsorizzare la nostra iniziativa sono state in primis sui social media, in particolare tramite la condivisione via Facebook, e successivamente tramite il nostro sito internet. A questo abbiamo legato una campagna di “passaparola” fra i nostri confratelli di tutta Italia che hanno partecipato alla missione di Lampedusa, ai quali si è accostata la divulgazione fra i lampedusani. Abbiamo inoltre utilizzato la locandina predisposta affiggendola nelle nostre sedi.

Per tenere aggiornato chi ci ha supportato e chi era interessato, periodicamente abbiamo condiviso il report delle somme raggiunte, sempre tramite i social media, mostrando anche gli interventi che venivano svolti grazie al contributo di tutti.

In futuro pensate di promuovere altre raccolte fondi online?

L'idea di collegare alle forme tradizionali anche questa modalità è per il Movimento un certo investimento per il futuro. Sia in termini di raggiungimento dei risultati attesi sia per proseguire l'allargamento della comunità coinvolta nella missione e nelle opere delle Misericordie.

Una volontaria delle Misericordie a Casa Lampedusa, progetto finanziato tramite il crowdfunding
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