Gemma e il Rotary, ultimo chilometro contro la polio

Gemma Fedrizzi, ultimo chilometro contro la polio

Corre da cinque anni la Maratona di Roma e non ha nessuna intenzione di smettere proprio ora che il suo sogno è a un passo dall'essere realizzato. Gemma Fedrizzi, imprenditrice romana madre di due figli, contribuisce al progetto “End Polio Now”, con cui il Rotary International finanzia una campagna di vaccinazione volta a eliminare la poliomelite in tutto il mondo. Un obiettivo oggi più che mai raggiungibile, anche grazie alle campagne di raccolta fondi dei runner della maratona romana: per debellare completamente questo virus serve uno sprint finale sulla linea del traguardo e Gemma è pronta a spingere sulle gambe. Anche perché, dice, correre è divertente, ma farlo per salvare dalla poliomelite i bambini che nasceranno è gratificante ed emozionante.

Maratone e beneficenza, perché questa passione?

Ho cominciato a correre negli anni '80, prima gareggiavo nella scherma. Ho partecipato a tante mezze maratone e maratone, ma con l'arrivo dei miei due bambini, ho smesso per otto anni e ricominciare è stato davvero duro. Ero un po' stanca, la corsa non mi emozionava più come prima: poi un amico mi ha detto della possibilità di sposare un progetto di beneficenza, rappresentando il suo club e il Distretto Rotary 2080. In quel momento mi è rinata la voglia, è tornata la motivazione. Oggi corro perché mi piace l'idea di fare del bene facendo del bene anche a me stessa: senza la possibilità di attivare una raccolta fondi non mi sarei mai iscritta alla Maratona di Roma.

 

Quando è stato il tuo primo progetto di fundraising legato alla corsa?

Partecipo alla Maratona di Roma dalla prima edizione del Charity Program nel 2012, sempre per il programma "Run for Polio" e senza quasi rendermene conto ho superato i 13mila euro di raccolta. Progetti come questo sono talmente coinvolgenti che quando cominci non vuoi più smettere: io vado avanti nonostante i tanti impegni e gli acciacchi fisici, trovando ogni giorno energie nuove.

Come è cambiato nel tempo il tuo modo di correre?

Ho cominciato con l'obiettivo di migliorare progressivamente il mio tempo: mi allenavo per raggiungere un risultato sportivo. Poi il mio approccio è cambiato e ora corro senza guardare il cronometro, anche perché negli ultimi anni fare la maratona è diventato molto più faticoso, per via di un problema all'anca che non mi permette di correre in maniera fluida. Ma mi accontento di camminare sportivamente e di percorrere i 42 chilometri con tanto sacrificio: quando lo fai per una buona causa, hai vinto già in partenza.

 

 

Cos'è il progetto “End Polio Now” del Distretto Rotary 2080?

Si tratta di una raccolta fondi che punta a debellare la poliomelite nel mondo e siamo a un passo dall'obiettivo finale. La poliomelite è una malattia altamente contagiosa che può provocare paralisi, deformità agli arti, complicazioni cardiache e morte precoce: non esiste una cura, ma nel 1950 è stato messo a punto un vaccino che ha ridotto considerevolmente il numero delle persone colpite nel mondo. Nel 1988, il Rotary International e l'Oms hanno lanciato una campagna di vaccinazione su scala globale che ha ridotto i casi del 99,9%. I Paesi dove questo virus è endemico si sono ridotti da 125 a tre: Afghanistan, Pakistan e Nigeria.

Cosa succede se non si elimina totalmente la poliomelite?

Il problema è che finché non si eradica completamente, questa malattia continua a essere un rischio per tutti i bambini del mondo. Secondo le nostre stime, se non la eliminiamo, la poliomelite potrebbe tornare a contagiare oltre 200mila persone all'anno entro dieci anni. Per questo dobbiamo fare un ultimo sforzo e sconfiggerla totalmente ora. La lotta alla poliomelite è come una maratona: abbiamo corso per trent'anni, non ci possiamo certo fermare al 41esimo chilometro.

 

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A un mese dalla fine della campagna, hai raccolto il 150% del tuo obiettivo, qual è il tuo segreto?

In realtà gli anni scorsi ho fatto anche di meglio, ma questa volta ho deciso di aiutare gli altri runner con le loro campagne, anche a costo di dare meno attenzioni alla mia. Per avere successo ci vuole tanta fantasia: gli strumenti sono tanti, dalle mail ai social network, però vanno bene solo la prima volta. Proporre una campagna nello stesso modo l'anno successivo difficilmente raggiunge gli effetti sperati e allora mi sono inventata dei corsi di gemmologia a offerta libera: io ci mettevo il materiale e il tempo, le persone assistevano alle lezioni e facevano una donazione su Rete del Dono. Con alcuni soci del Rotary abbiamo anche venduto oggetti usati per beneficenza, organizzato tombolate e feste per bambini: l'importante in queste cose è avere al proprio fianco persone generose e sempre pronte a impegnarsi in attività solidali.

 

 

Cosa ti hanno insegnato le maratone precedenti?

Cinque anni di partecipazione come fundraiser alla Maratona di Roma mi hanno insegnato soprattutto che il successo, nello sport come nella vita, è dato da un gruppo, non da una sola persona. L'esempio perfetto è il progetto “End Polio Now”, che solo su Rete del Dono ha raccolto oltre 210mila euro in cinque anni: aiutarsi e motivarsi a vicenda rende il cammino più agevole e ogni obiettivo raggiungibile.

Quanto ti è stata utile la piattaforma di Rete del Dono nelle tue raccolte?

Oltre ad avere uno staff molto paziente e disponibile, Rete del Dono presenta due grandi vantaggi: la trasparenza e la visibilità. Le somme versate vengono subito visualizzate e i donatori possono sapere cosa fanno le Onlus e approfondire la storia dei fundraiser. Per i soci del Rotary è una finestra sul mondo, molto utile ad aumentare la diffusione dei nostri progetti di raccolta. Grazie a questa piattaforma ci sono tutti gli strumenti necessari per coinvolgere quante più persone possibile: tocca a ogni fundraiser fare la sua parte. 

 

Apri il tuo progetto di raccolta a questo link

 

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