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Dimora Culturale

Mission

Dimora Culturale è un’associazione senza scopo di lucro nata dall’incontro di giovani professionisti attivi in ambiti diversi – musica, arti performative, medicina, architettura e storia dell’arte – accomunati dal legame con la Basilicata e dalla volontà di valorizzarne il patrimonio culturale. Con sede a Venosa, presso il Palazzo del Balì, opera nel territorio del Vulture-Alto Bradano promuovendo eventi e progetti culturali fondati sulla condivisione, l’inclusione e la qualità artistica.

L’associazione si propone come un laboratorio aperto di confronto e creatività, impegnato nella tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico. Al centro della sua missione vi è anche il desiderio di creare occasioni di ritorno, reale e simbolico, per tanti giovani lucani che hanno lasciato il territorio per intraprendere percorsi di studio e professionali di alto livello in Italia e all’estero. Attraverso la cultura, Dimora Culturale intende favorire la riconnessione con le proprie radici, trasformando le competenze e le esperienze maturate altrove in una risorsa condivisa per la crescita della comunità locale.

Le nostre attività

Titolo II Edizione Dimora Festival: VERSO

La prima Edizione dal titolo: DAL NIENTE era fondativo. La seconda Edizione col titolo VERSO è successivo, e vuole indicare il movimento che origina dal silenzio, dal vuoto per divenire ricerca, cammino, emozione, perciò espressione della dinamicità esistenziale. Il VERSUS può divenire canto, poesia, direzione certamente, ma anche ritorno come il cammino di un aratro che va avanti e ritorna per dissodare nuove zolle in vista della fecondità. Anche il tempo col suo scorrere segnato dalla successione degli anni indica novità e cambiamento. Un voltarsi indietro per ciò che è stato ma nel contempo protendersi verso nuovi accadimenti. Dunque, nel caso di Dimora Festival, l’anniversario celebrativo è memoria ma anche nuova direzione della creatività.
La seconda Edizione, perciò, non è solo un evento contemplativo ma momento aperto alla Comunità viva che abita un Territorio e conferisce ad esso la vitalità e la bellezza dell’arte che diviene apicale. Per la seconda Edizione del Festival si parla di futuro, vale a dire immaginare ciò che può essere, e speculare al passato, è categoria dell’avvenuto declinato in molteplici e infinite forme che caratterizzano l’esperienza umana.

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