#SBULLONIAMOCI

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Nel nostro paese oramai quotidianamente i fatti di cronaca ci riferiscono episodi di prepotenze,
aggressioni tra ragazzini di età sempre più precoce. Il termine “bullismo” indica proprio il
fenomeno di prepotenza fra pari, e viene definito dal primo studioso che se ne interessò, lo psicologo
scandinavo Dan Olweus, come “atto aggressivo condotto da un individuo o da un gruppo
ripetutamente e nel tempo contro una vittima che spesso non riesce a difendersi”.
Il bullismo, inteso come un comportamento antisociale di tipo violento e intenzionale, di
sopraffazione verso il più debole, fisica o psicologica, si manifesta con risvolti diversi ma ugualmente
gravi, dall’esclusione continua di qualcuno dai giochi o dai discorsi, alla richiesta di cibo o denaro, alla
sottomissione e all’umiliazione di alcuni sotto lo sguardo silenzioso di chi osserva, fino ad arrivare alla
diffamazione, all’intimidazione, alla prevaricazione, all’emarginazione e all’intolleranza verso il diverso.
Questo fenomeno è oggi considerato una delle piaghe sociali del terzo millennio.
I numeri a tal proposito non sono incoraggianti; uno studio dell’ISTAT, che fotografa i dati relativi
all’anno 2014, rivela che un ragazzino su due è vittima di episodi di bullismo. L’età a rischio è quella
compresa fra 11 e i 17 anni, anche se il periodo più critico è fra 11 e 13: all’inizio parolacce e insulti,
seguiti dalla derisione per l’aspetto fisico e poi, in 4 casi su cento, si arriva a botte, calci e pugni.
Le ultime ricerche sottolineano come i numeri si stiano alzando, anche a causa dei nuovi dispositivi
elettronici, che hanno spianato la strada al bullismo nel contesto virtuale. Questo fenomeno, definito
cyberbullismo, prevede l’utilizzo dei social network, l’invio di SMS, di e-mail, di siti internet che si
configurano come minaccia o calunnia ai danni della vittima, e la diffusione di foto e video
compromettenti tramite la rete.
Il Progetto #sBULLOniamoci si prefigge l’intreccio di relazioni con i coetanei all’interno della
scuola avvengano in modo positivo allo scopo di prevenire episodi di prepotenze e di vittime.
A tal fine si mira a potenziare negli alunni una crescita sociale attraverso un approccio ai problemi
comportamentali di tipo “empatico”, il cui fine è promuovere una riflessione sulle dinamiche
relazionali, sui segnali di disagio, sullo star bene a scuola in particolare ma anche tra pari, utilizzando
una metodologia di tipo partecipativo.
Assogevi da diversi anni si è resa promotrice di progetti educativi, sensibilizzando le persone sui temi
di mafia, legalità e Costituzione, utilizzando strumenti e approcci di vario genere per coinvolgere, in
particolare, i bambini e i ragazzi delle scuole di vario ordine, e negli ultimi tempi, soffermandosi
maggiormente sui fenomeni attuali e diffusi maggiormente nel nostro territorio vicentino.
DESTINATARI
•Alunni della Scuola Secondaria di Primo Grado.
•Alunni del biennio della Scuola Secondaria di Secondo Grado.
•Insegnanti e genitori.
FINALITÀ NELLA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO
Il Progetto Sbulloniamoci si prefigge di promuovere un intreccio positivo di relazioni fra coetanei
all’interno della scuola allo scopo di prevenire episodi di violenza e di prepotenza, di promuovere e
migliorare le capacità comunicative ed empatiche dei ragazzi. Si mira ad arricchire così il clima
interpersonale nella classe, primo luogo di prevenzione del fenomeno. Attraverso, inoltre, gli incontri
con docenti e genitori si offre la possibilità di uno spazio che favorisca un clima di maggior
collaborazione, supporto e confronto scuola-famiglia, nel quale ciascuno è chiamato a svolgere il
proprio ruolo educativo in modo consapevole e incisivo.
FINALITÀ NELLE SCUOLE SECONDARIE DI SECONDO GRADO.
Il progetto si prefigge di raggiungere due finalità principali:
•da un lato, anche nella scuola superiore si vuole approfondire la conoscenza nei ragazzi del
fenomeno del bullismo nelle sue diverse manifestazioni, riconoscendo i comportamenti che lo
alimentano e lo mantengono, e quali invece le strategie per contrastarlo. Si approfondirà
l’argomento anche da un punto di vista giuridico, per fornire agli studenti indicazioni chiare su
che cosa, all’interno del fenomeno, costituisce reato e che cosa no;
•dall’altro, prendendo spunto proprio dall’argomento del bullismo, si procederà a fornire alle
classi coinvolte le conoscenze e gli strumenti di base per una comunicazione efficace. Al
termine del percorso formativo, infatti, è previsto che gli studenti, singolarmente o in gruppo,
realizzino un elaborato (video, opera grafica, canzone, poesia, testo o fumetto) che contenga al
suo interno uno slogan anti-bullismo.
L’elaborato sarà sottoposto alla visione dai ragazzi delle scuole medie aderenti al progetto, diventando
così uno strumento di educazione fra pari.
 

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    Anonimo - 29 Settembre 2018

    Se veramente vogliamo essere di supporto ai nostri figli, diamo loro tutti gli strumenti perchè possano destreggiarsi in questa società che ha smarrito i veri valori.

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