Solidali contro l'ingiustizia
Solidali contro l'ingiustizia

Cari amici,

con una sentenza divulgata a maggio 2016, il Tribunale di Roma ha rigettato la domanda di diffamazione a mezzo stampa contro “Il Foglio” (famiglia Berlusconi-Lario) della nostra direttrice, Angela Lano.

Aveva fatto causa perché era stata attaccata, nel 2010, a seguito della sua partecipazione alla Freedom Flotilla per Gaza con un articolo molto negativo che infangava il suo nome, la sua immagine di giornalista e studiosa di Medio Oriente e la sua dignità.

Il giudice  ha emesso la sentenza, decidendo di infliggerle la condanna al pagamento di 9.000 euro di spese alla controparte, cioè a quelli che hanno macchiato il suo nome e quello di InfoPal.

 

Oltre il danno, la beffa, dunque.

Tali decisioni, al di là delle loro motivazioni “tecniche” e giuridiche, concorrono a “scoraggiare” gli offesi demotivandoli dal voler querelare per diffamazione qualche media potente che si arroga il diritto di ledere la loro immagine e onore. Giù la testa!, sembra l’ordine subliminale.

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Cari amici,

con una sentenza divulgata a maggio 2016, il Tribunale di Roma ha rigettato la domanda di diffamazione a mezzo stampa contro “Il Foglio” (famiglia Berlusconi-Lario) della nostra direttrice, Angela Lano.

Aveva fatto causa perché era stata attaccata, nel 2010, a seguito della sua partecipazione alla Freedom Flotilla per Gaza con un articolo molto negativo che infangava il suo nome, la sua immagine di giornalista e studiosa di Medio Oriente e la sua dignità.

Il giudice  ha emesso la sentenza, decidendo di infliggerle la condanna al pagamento di 9.000 euro di spese alla controparte, cioè a quelli che hanno macchiato il suo nome e quello di InfoPal.

 

Oltre il danno, la beffa, dunque.

Tali decisioni, al di là delle loro motivazioni “tecniche” e giuridiche, concorrono a “scoraggiare” gli offesi demotivandoli dal voler querelare per diffamazione qualche media potente che si arroga il diritto di ledere la loro immagine e onore. Giù la testa!, sembra l’ordine subliminale.

È questo che significa occuparsi di Palestina in Italia.

Ci sono modi diversi per intimidire una persona, tentando di minarne la stabilità: sommergendola di debiti ingiusti e impedendole di vivere serenamente.

 

L’amara sintesi è questa: 1) oltre ad aver rischiato la vita su una flottiglia umanitaria diretta alla Striscia di Gaza sotto illegale assedio e embargo, 2) è stata oggetto di infamanti attacchi giornalistici, 3) e di insulti e minacce (recapitate anche a casa e denunciate in questura) per mesi e mesi, a seguito degli articoli, 4) ha visto il suo nome infangato nel web, con tutto ciò che ne segue a livello lavorativo, 

e, come se tutto ciò non bastasse: 5) è stata condannata da un giudice di Roma, in una sentenza dal sapore ideologico, al pagamento delle spese legali del giornale che l’ha attaccata - ben 9.000 euro.

Saremmo più felici di dedicare questi 9000 euro a un progetto migliore, ma l'ingiustizia vuole così.

Per raccogliere tale somma in rete, bastano 5 euro ciascuno.

Ringraziamo per l'appoggio morale e la solidarietà.

 

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    € 31

    Nella Ramella Germanin

    27 Luglio 2016

    "Cara Angela, meglio tardi che mai (avevo bisogno di un aiuto tecnico). Ti aspetto. Un bacio"
    € 6

    Paolo

    17 Giugno 2016

    € 16

    Massimo Janigro

    17 Giugno 2016

    € 16

    Vincenzo Abbatantuono

    17 Giugno 2016

    "per ora questo è il modesto contributo di un dipendente del Gruppo Abele, i buoni, che martedì mi licenzieranno perchè troppo malato per lavorare. Contro i prepotenti. Mohammed"
    € 6

    Luca Barsotti

    15 Giugno 2016

    "Forza forza forza!"

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