Gio.i.a. di vivere - Giovani in ascolto

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Termina il 31 dicembre 2017

 

L'Associazione “Noi e il Cancro - Volontà di Vivere” Onlus opera come centro di riabilitazione psicofisica del malato oncologico dal 1979; la sede è situata a Padova ed accoglie utenti provenienti non solo dalla provincia, ma da quelle limitrofe. L’Associazione si occupa di fornire sostegno a pazienti oncologici, in particolare con servizi di psico-oncologia, attività di riabilitazione (linfodrenaggio), ginnastica dolce e attività artistico/espressive di gruppo.

 

Con il Progetto “GIO.I.A. di VIVERE - GIOvani In Ascolto” l'associazione intende avviare un nuovo servizio di prevenzione e sostegno psicologico alla famiglia del malato oncologico rivolto in modo specifico ai giovani tra i 12 e i 25 anni, che andrà ad affiancare quelli già esistenti.

La nostra ultratrentennale esperienza ci ha reso infatti consapevoli che niente rende più fragile una famiglia dell’esordio di una malattia grave di un proprio membro; la patologia oncologica ha infatti sul nucleo familiare implicazioni enormi. I figli giovani sono una componente ad alto rischio che va seguita con estrema attenzione ma soprattutto con personale qualificato che sia in grado di individuare eventuali criticità.

La ricerca della serenità – oltre che del paziente oncologico anche per l’intero nucleo familiare – è un obiettivo primario del sostegno psicologico poiché un clima di generale fiducia è sicuramente un aiuto a promuovere tutte quelle condizioni che porteranno il malato stesso ad avviare un efficace processo di guarigione. 

 

Aiutaci anche tu ad aprire il primo sportello di ascolto a Padova dedicato ai figli dei malati oncologici.

Con i fondi raccolti allestiremo lo spazio dedicato allo sportello e copriremo i costi del professionista in PsicoOncologia per i primi 4 mesi del progetto.

Perchè dal tumore si guarisce Insieme! 

 

 

Si stima che in Italia vi siano nel corso dell'anno 363.300 nuove diagnosi di tumore (esclusi i carcinomi della cute), circa 194.400 (54%) fra gli uomini e circa 168.900 (46%) fra le donne. Ciò significa che nel corso della vita circa un uomo su 2 e una donna su 3 si ammalerà di tumore. Negli ultimi anni sono complessivamente migliorate le percentuali di guarigione: il 63% delle donne e il 57% degli uomini è vivo a cinque anni dalla diagnosi (dati AIOM e AIRTUM 2015). In provincia di Padova i nuovi casi di tumore annui si stima siano più di 6.000 (fonte Registro Tumori Veneto).

 

Oltre un quarto dei pazienti oncologici ha bambini/ragazzi di minore età al momento della diagnosi; nonostante il numero sia significativo l’impatto del tumore sui figli minorenni dei pazienti e sulla genitorialità è un ambito poco esplorato. 

È però acclarato che di fronte ad atteggiamenti “iper-protettivi” o “iper-coinvolgenti” che creano dinamiche relazionali disfunzionali ci possono essere conseguenze a lungo termine, che indeboliscono le capacità gestionali dell’intera famiglia rispetto alla malattia. I figli dei pazienti oncologici infatti possono sviluppare sintomi di disagio psico-sociale di varia natura.

I figli minori ed i giovani adulti di malati oncologici hanno su di sé anche la “spada di Damocle” dell’ereditarietà della malattia del genitore; un autorevole studio dell’Istituto di Ricerca Mario Negri di Milano ha infatti stabilito che, se a un paziente viene diagnosticato un determinato tumore in età giovane il rischio di sviluppare lo stesso tumore per un membro della famiglia è ancora più elevato. È su questi soggetti in particolare che vanno concentrati e ottimizzati i programmi di screening e diagnosi precoce e che va svolta un’accurata opera di informazione alla prevenzione.

Anche in tema di prevenzione c’è ancora molta strada da fare e lo testimoniano i risultati dell’indagine “Non fare autogol” che AIOM – Associazione Italiana di Oncologia Medica - ha promosso lo scorso anno sugli under 19; la metà del campione analizzato non conosceva le principali regole da seguire per una corretta prevenzione primaria.

 

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