ic-team-megafono La problematica degli hikikomori è educativa?
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“La problematica degli hikikomori non è educativa.


Non abbiamo a che fare con ragazzi pigri e svogliati, non c’è una ribellione alle regole. Al contrario, abbiamo ragazzi che si mettono da soli troppe regole e troppi limiti. Sono ragazzi che soffrono, che si pongono domande radicate nell’essenza delle cose.


Che senso ha programmare il futuro se non sopporto il presente in cui vivo? Che tipo di futuro posso avere se faccio fatica oggi a stare nelle relazioni?


Noi dobbiamo accompagnare questi ragazzi, dobbiamo contenere queste domande, dare loro un senso, non svilirle perché siamo noi spaventati da questi temi che portano.


Questi ragazzi sono estremamente sensibili e intelligenti e ci portano domande profondissime.


Noi, mondo degli adulti, noi rete che si muove per sostenere questi giovani, dobbiamo farci carico di questi temi e provare a trovare un modo per rispondere a queste domande, non tanto dando soluzioni, ma mostrare loro che ci prendiamo carico di questi dubbi.


Farci carico di quest

“La problematica degli hikikomori non è educativa.


Non abbiamo a che fare con ragazzi pigri e svogliati, non c’è una ribellione alle regole. Al contrario, abbiamo ragazzi che si mettono da soli troppe regole e troppi limiti. Sono ragazzi che soffrono, che si pongono domande radicate nell’essenza delle cose.


Che senso ha programmare il futuro se non sopporto il presente in cui vivo? Che tipo di futuro posso avere se faccio fatica oggi a stare nelle relazioni?


Noi dobbiamo accompagnare questi ragazzi, dobbiamo contenere queste domande, dare loro un senso, non svilirle perché siamo noi spaventati da questi temi che portano.


Questi ragazzi sono estremamente sensibili e intelligenti e ci portano domande profondissime.


Noi, mondo degli adulti, noi rete che si muove per sostenere questi giovani, dobbiamo farci carico di questi temi e provare a trovare un modo per rispondere a queste domande, non tanto dando soluzioni, ma mostrare loro che ci prendiamo carico di questi dubbi.


Farci carico di queste domande è farci carico di loro.


Spesso si sente dire: “Sarà contento di non andare a scuola, si starà godendo la giornata”


Questo non è assolutamente vero. Sono ragazzi che soffrono incredibilmente questa scelta. La questione alla base è che non vedendo un futuro si chiedono che cosa farsene del presente che hanno”


Dott.ssa Giulia Tomasi, operatrice Associazione A.M.A.


Attualmente, presso la nostra associazione, sono attivi due gruppi ama per genitori di ragazzi in ritiro sociale, ma riceviamo continuamente chiamate da parte di diverse famiglie che hanno bisogno di aiuto.

Aiutaci a dare sostegno a queste famiglie e ai loro figli. Con la tua donazione permetti alle famiglie di:


  • ricevere colloqui di ascolto
  • partecipare a gruppi di auto mutuo aiuto
  • di essere seguite lungo percorsi di sostegno con un'operatrice specializzata


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