Sulle tracce del gatto selvatico-CRAS
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Sulle tracce del gatto selvatico

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Il CRAS – Centro Recupero Animali Selvatici di Bernezzo (CN) propone una ambiziosa ricerca scientifica nel territorio cuneese, sulle tracce del felide con la coda ad anelli. Il progetto vede la partnership di: Provincia di Cuneo, Aree Protette Alpi Marittime, Parco Fluviale Gesso e Stura, Associazione Pro Natura e Museo di Storia Naturale di Torino.

Il gatto selvatico europeo (Felis silvestris silvestris) è ricordato dagli abitanti dei borghi di media montagna, ambiente nel quale era diffuso fino agli anni ’70 del secolo scorso. Considerato animale “nocivo”, la sua distribuzione si è ridotta drasticamente, fino a essere considerato estinto nel cuneese. Nel 2017, due segnalazioni provenienti dalle Alpi Liguri e dall’Appennino Ligure-Piemontese riaccendono la speranza: possibile che qualche individuo sia presente anche sui versanti piemontesi? Mentre vi sono dati sulla popolazione dell’Italia centrale, in espansione verso la Liguria, e su quella dell’Italia nord-orientale, sono carenti dati recenti sullo stato della popolazione nell’Italia nord-occidentale.

Ricercatori, Enti e volontari collaborano insieme a questo progetto, andando “Sulle tracce del gatto selvatico”, seguendo un piano di monitoraggio nelle zone del cuneese più idonee alla presenza del mammifero: la valle Gesso-Vermenagna, la valle Pò e il Monregalese.

Ma perché questa ricerca? Il patrimonio naturale (e non solo) delle zone di media montagna è di inestimabile valore, ambienti in cui dimorano specie animali e vegetali spesso minacciati da distruzione dell’habitat e attività antropiche. Indagare la presenza del gatto selvatico è una sfida che ha come obiettivo la tutela del patrimonio faunistico delle nostre montagne. Avere informazioni sulla sua presenza, permetterà di agire per il bene della sua conservazione, minacciata soprattutto dall’ibridazione con il gatto domestico.

Il gatto selvatico è un felide carnivoro, elusivo e solitario: difficile osservarlo direttamente in natura e altrettanto difficile distinguere i segni della sua presenza (escrementi e impronte) da quelli del suo cugino domestico. Il monitoraggio avviene utilizzando la tecnologia del fototrappolaggio, una tecnica che comporta una notevole spesa economica e sforzo umano.

Il tuo contributo ci permetterà di acquistare il materiale necessario all’installazione delle fototrappole (pile, schede sd, sistemi di sicurezza anti-ladro, foto gatte) e di aiutarci a sostenere le spese degli eventi organizzati per promuovere la ricerca e la conoscenza del nostro splendido territorio. 

Contribuisci anche tu alla ricerca scientifica, sostieni il progetto con una donazione: basta un click!

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