A fundraising campaign by
Alice
Aiutaci a metterci il cuore ♥️
Nel dicembre 2019 pur di lasciare una situzione lavorativa a Verona diventata insostenibile, mi trasferisco lavorativamente a Milano. Vivo a Padova, vado in ufficio a Milano... Ho due bimbi di 6 e 10 anni, agli occhi di tutti sembro incosciente, ma una voce dentro mi dice “ se rimani a Verona muori..”. Nonostante le numerose difficoltà logistiche e di gestione, parte l’avventura Milanese con l’obiettivo di riuscire, entro qualche mese, ad ottenere almeno un paio di giorni a settimana di smartworking.
E invece, il 21 febbraio 2020, succede qualcosa che nessuno al mondo avrebbe mai immaginato. Nel giro di pochi giorni, il lockdown chiude l’intero mondo dentro casa con dei termini che si spostano ogni giorno sempre più in là. Ed eccola di nuovo, quella voce dentro di me che mi dice “visto che non puoi uscire di casa e l’unico modo per mettere il naso fuori è fare visite mediche, perchè non ne approfitti e almeno esci?”. Allora non lo sapevo, ma quella vocina mi ha salvato la vita. Il 18 maggio sono sdraiata sul lettino e cerco di interpretare i pensieri del medico mentre china la testa a destra e a sinistra per capire se quello che compare sullo schermo della mammografia è davvero reale... “Signora, perchè è venuta qui? Se non avessi davanti quello schermo e la visitassi solamente giurerei che è sana come un pesce!”.
Mastectomia a giugno, linfonodi intaccati, rischio di chemioterapia ad agosto, poi invece decisione dei medici di fare solo la radioterapia e la terapia ormonale, tutto in pieno lockdown. Entrare in ospedale correndo perchè sono sempre in ritardo e uscirne strisciando, non riuscendo nemmeno a vederci più, non riconoscere le cose scritte su un foglio poche ore prima, non poter vedere nessuno anche solo per distrarsi, combattere con i dolori che non ti fanno alzare e con la fatica di fare pochi passi... Poi di nuovo lei, quella vocina.. “trova un modo per uscirne, provali tutti finchè non trovi la via, un passo alla volta, un giorno alla volta”.
E così, un giorno alla volta, un mese dopo l’altro, un anno dopo l’altro, sono qui.
E la mia vocina è diventata voce, che si unisce a quella delle donne speciali di Ryla che portano l’esempio di come il dolore, la sofferenza, la paura dell’ignoto arrivano per abbattere tutte le barriere e le stupidaggini che prima ci sembravano insormontabili, per vedere chiaramente senza più alcun dubbio cosa conta davvero e cosa no, per aprire il cuore ed entrare in connessione con gli altri. Senza dire nulla, senza fare nulla. Solo mettendoci il cuore e il sorriso di chi sa che non solo si può guarire, ma si possono anche fare cose straordinarie.
Per curare la malattia ci sono le eccellenze dell’Istituto Oncologico Veneto.
Il cuore lo portiamo noi. Aiutarci in questa avventura perchè sostenere Ryla – Run for IOV non significa solo accompagnarci a correre più di 42 km a Chicago....significa portare speranza, condivisione, supporto, gioia, sana pazzia e molto altro a chi ne ha bisogno, quando ne ha bisogno.
Grazie...di cuore! ♥️

