A fundraising campaign by
Nicolò
Elefante e Farfalla - 2026
Buongiorno a tutti, sono Antonio e vorrei lasciare alcune riflessioni sulla mia pagina di profilo. Mi riferisco allo stralcio di un testo scritto da Alessandro D’Avenia sulla pagina del Corriere della Sera il 15 dicembre 2025 e da cui traggo alcune considerazioni.
Il Pantone Color Institute ha scelto per il 2026 un colore paradossale: il bianco. Per identificarlo lo ha infatti dovuto rappresentare con una donna che danza tra le nubi: «Cloud Dancer». Non quindi un bianco sparato, ma una tonalità ariosa e pacifica come le nubi dei giorni sereni, che invoca calma in una vita maltrattata da un eccesso di stimoli, paure, rumori, fretta. Un rumore si dice bianco perché contiene tutte le frequenze, smorza gli altri rumori e calma anima e corpo. «Fill in the blanks» (riempi gli spazi) mi chiedevano gli esercizi scolastici d'inglese, e in quella lingua infatti la radice di «bianco» ha dato la parola «blank», un vuoto da riempire. Bianco è lo spazio in cui la vita chiede compiutezza, attesa di colori. L'esperienza del bianco è questa: io non mi basto, e non bastarsi è l'origine di ogni ricerca e quindi di ogni compimento, difficile da accettare in una cultura del «pienessere», dal tempo (ri-)pieno di bambini derubati dell'immaginazione che cresce solo nel vuoto, all'ego di adulti pieni di sé e quindi vuoti d'amore.
Chi è pieno non crea altra vita, la consuma o si consuma
Crea chi sa stare nel vuoto, nel bianco, come lo scrittore nella pagina, il pittore nella tela, il musico nel silenzio, l'innamorato nella distanza, lo scienziato nell'ignoto, l'uomo nella preghiera... La vita è già in noi, come lo sono i colori nella luce, ma come i colori emergono quando la luce incontra un limite, così la vita si colora grazie ai nostri limiti, intesi come ciò che ci rende unici. È il colore del desiderio, che è quella inesauribile mancanza che ci rende incapaci di accontentarci di niente che non sia «per sempre», cioè infinito, e ci spinge quindi a cercare e creare sempre il nuovo: «ancora» è l'avverbio del desiderio.
Desideriamo senza poter esaurire il desiderio, perché il desiderio non è di qualcosa di preciso, perché è l'energia stessa che ci rende vivi, ci spinge a mettere vita nella vita, a diventare vivi
Perché il bianco del 2026 non resti una metafora, una trovata pubblicitaria, un colore da indossare e basta mi sono iscritto alla tredicesima avventura nella Milano Relay Marathon. Con mio figlio Nicolò, Andrea, storico staffettista, Simone, Alessandro e Clara, Enrico new entry, abbiamo deciso di esagerare e regaleremo il sogno a due persone con disabilità, (costrette da alcuni anni, a muoversi in carrozzina), di vivere la competizione sportiva.
Prendendo spunto da una citazione di Democrito, filosofo greco: «La vita è un passaggio; il mondo è una sala di spettacoli; l’uomo vi entra, guarda e poi esce».
Noi vogliamo essere parte attiva di questo spettacolo e non solo entrare a guardarlo, ma profondere, oltre al sudore e fatica, GIOIA, ENTUSIASMO e CONDIVISIONE volte al raggiungimento del nostro obiettivo.
Ci sono tante buone cause per le quali vale la pena aprire il portafoglio e dare un contributo. Tra le tante iniziative di beneficenza sbandierate sui social, si possono nascondere anche delle truffe e diventare l’alibi per astenersi, ma se tu vuoi aderire al nostro progetto, puoi supportare le iniziative della sede AISM di Milano (e che trovi nel loro sito) facendo una donazione. Ti ringrazio anticipatamente
Antonio Borona
P.s.: gli armocromisti di Aism però non sapevano nulla di questo mio elogio al bianco e hanno proposto ancora il rosso per la t-shirt della manifestazione.

