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Eccezionale normalità!

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E’ iniziato tutto a luglio 2015 nel caldo infernale e la Micia che non mi dà tregua, fa caldo e lei vuole stare addosso, insistente a “fare la pasta” sopra al petto e nei tentativi di farla scendere si aggrappa con tutte le sue forze. Un dolore lancinante mi trapassa il seno destro, d’istinto appoggio la mano e spingo, come per bloccare la frecciata che gradualmente passa. Ritmi incalzanti, notti insonni, arrabbiature, la gatta insiste. Dannata gatta, che ti prende?

D’istinto mi tasto il seno, c’è un sassolino, proprio nel punto della frecciata, proprio dove insiste la gatta. Vado dal mio medico e nel giro di una settimana ho l’appuntamento in un ambulatorio convenzionato. L’aria si fa tesa, ma non parlo, ci sono le bambine e la mia mamma, nessun cedimento, la famiglia, il lavoro…mi gira tutto. Mammografia… ecografia… la dottoressa mi visita e mi urla alterata… come se fosse colpa mia…non riesco nemmeno a far scendere le lacrime, sono in apnea.

Con i referti in mano salgo in macchina e le lacrime arrivano e non finiscono più, corro subito dal mio medico, “dove vuole andare?” La risposta esce spontanea e sicura, “allo IOV”… e si comincia. Alla prima visita, la dottoressa mi sorride con fermezza e mi fa respirare…. Mammografia…ecografia…quest’altra dottoressa guarda minuziosamente, mi spiega con voce decisa e rassicurante: mi sento nel posto giusto al momento giusto. Ago aspirato e la telefonata del referto arriva prima del previsto, quando entro nell’ambulatorio lo sguardo del medico mi gela,…come può essere? E le mie figlie? Non c’è familiarità, sospiro di sollievo,…. Via subito in chirurgia c’è il primario che mi può visitare, parla di mastectomia di protesi, ma non mi importa sono irritata, arrabbiata, toglietemi tutto e via.


Ed inizia il viaggio: visite, esami, l’intervento…eterno. La diagnosi fatico a capirla: carcinoma duttale infiltrante geneticamente modificato e tutta una serie di percentuali, linfonodo sentinella positivo, via tutta la prima linea di linfonodi. Dopo qualche inciampo e corsa al pronto soccorso dello IOV, arrivo dall’oncologo, dopo tutta la spiegazione la testa mi scoppia ma il medico mi mostra un grafico “è arrivata al momento giusto, grazie alla ricerca conclusa da poco un terzo delle donne con le sue caratteristiche ce la fa, io voglio che lei sia tra queste”.

Ci sono, pronta e grazie alla ricerca. Si riparte con gli appuntamenti, e mentre vengo coccolata dalle infermiere della “banda del buco”, tra una terapia e l’altra e qualche altro inciampo sento di queste donne in corsa: medici e pazienti insieme per la ricerca, si stanno preparando per New York, una squadra per la ricerca.

Sorrido, anch’io sto correndo la mia maratona, anch’io sarò dei vostri.


Ed ecco il mio momento di correre con questa squadra in rosa: ci sono! Ci sono per chi è ancora nel giro di giostra, ci sono per chi tentenna, per la tua lacrima ed il tuo sorriso, ci sono con la speranza che sempre più donne possano correre la maratona della loro vita, un passo dopo l’altro, grazie alla ricerca.


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