Un'iniziativa di
Susanna
Oggi riscrivo il libro della mia vita!
Con la penna in mano ed il cuore che mi batte all’impazzata scrivo la mia storia: ma da dove la faccio iniziare?
Da quella donna dal viso bianco e rosso, montanara ed emblema della salute?
O da quella mattina dove canticchiando sotto la doccia, mi sono sentita un sasso al seno?
Oppure, da quando ho letto il referto che riportava la diagnosi di CARCINOMA?
La vedevo come una cosa lontanissima da me perché non avevo casi di familiarità e proprio otto mesi prima avevo fatto i controlli di routine…
Le dottoresse del reparto di senologia mi chiesero: “Susanna come stai?” ed io risposi: “Benissimo, correrei intorno alle Tre Cime di Lavaredo!” (Ovviamente stavo delirando perché non sono mai stata una maratoneta, ma in quel momento pur di non essere lì, avrei di certo preferito stare tra le mie amate montagne... anche correndo...).
Da lì si susseguirono una serie di accertamenti e visite che mi diedero un’unica strada da percorrere per la cura; prima 16 sedute di chemioterapia, poi un intervento e per concludere 25 sedute di radioterapia.
Avevo 42 anni, ero una mamma lavoratrice con figli ancora piccoli e tutto da organizzare e tenere sotto controllo, avevo una vita piena di impegni e di stress e con la malattia mi ero ritrovata in una dimensione completamente fuori controllo, la paura mi stava risucchiando vorticosamente a terra.
Mi convincevano in tutti i modi di dover reagire, mi presentavano esempi di vita che dalla malattia e dalla sofferenza ne hanno tratto una vita esemplare, Bebe Vio, Alex Zanardi e tanti altri...ma io sentivo di non averne le forze…
Proprio in questi sentimenti di incertezza, nel non sapere cosa mi stesse succedendo e, nel non sapermi proiettare da lì a qualche mese di vita, è avvenuto il mio cambio di rotta e di approccio sulla terapie e sulla malattia stessa.
Da una parte mi sono lanciata nella fiducia di essere stata presa in carico da mani altamente professionali dei medici dell’Istituto Oncologico Veneto. Mi hanno sempre incoraggiata e spronata a vederne la “possibilità” perché oggi le cure sono mirate ed efficaci. Ricordo la sensibilità e la dolcezza della Dott.ssa Michieletto, della mia oncologa Dott.ssa Mioranza, che mi ha sempre accolto con il sorriso e del calore dei consigli post intervento di Alessandra Latini.
Dall’altra parte, non posso fare vera testimonianza se non dicessi che per questo cambio di rotta ho iniziato ad affidare la mia vita a Gesù: una mano mi stava accompagnando, non mi sentivo più sola. Questo tutt’oggi mi commuove profondamente perché mi ha lasciato un valore verso la vita, inestimabile.
Sono passati cinque anni e nel mio protocollo ci sono ancora dei farmaci da prendere, ma oggi, il mio obiettivo si chiama “Chicago” (...poi magari mi farò anche una corsetta intorno alle Tre Cime di Lavaredo giusto per togliermi quel sassolino...!). I Km da percorrere saranno 42, proprio l’età in cui tutto ebbe inizio, perché a ben vedere sto riscrivendo la mia nuova storia di vita, da paziente a portatrice di un messaggio molto forte di prevenzione: dal tumore al seno si esce e si vince, ma, è importante aiutare affinché le cure possano continuare ad avanzare grazie alla ricerca.
Sono onorata di essere stata presa in questa meravigliosa squadra; mi sta aiutando a non percepirmi più solo come malata oncologica perché, il cancro, ti strappa via tutte le certezze ma, di poter dare un sapore tutto rosa alla mia vita, passo dopo passo. Questa maratona la correrò anche per tutti quelli che non ce l’hanno fatta e, purtroppo sono ancora molti.
LA RICERCA È FONDAMENTALE; AIUTATECI ANCHE VOI SOSTENENDOLA LASCIANDO UN MESSAGGIO DI SPERANZA.

