un’iniziativa di
Michela Starita
Non si molla mai!
Non si molla mai!

 

Mi chiamo Michela e ad appena 30 anni ho scoperto di avere il cancro a seno.....

Come? Bè... dopo aver finito di allattare la mia bambina più piccola ero dimagrita... forse anche troppo, ed un pomeriggio ho scoperto casualmente che era “visibile”.

Come ho precedentemente detto I miei bambini erano piccoli, io spaventatissima (a 30 anni non pensi mai che toccherá a te ), ma ho dovuto affrontarlo.

Non conoscevo niente di quella malattia, non sapevo a cosa sarei andata incontro, non sapevo se sarei sopravvissuta, come sarebbe stata la mia vita se ci fosse stato un “dopo”.

Il primo intervento è stato quello demolitivo, poi le chemio, altri interventi, le medicine, la menopausa, le visite, i controlli, ed in tutto questo i miei bambini da crescere. 

La mia famiglia si è presa carico di tutto ( solo dopo ho pensato a quanto potessero essere spaventati ), i miei genitori, le mie sorelle, la mia amica di una vita sono sempre stati lì, e non potrò mai ringraziarli abbastan...

 

Mi chiamo Michela e ad appena 30 anni ho scoperto di avere il cancro a seno.....

Come? Bè... dopo aver finito di allattare la mia bambina più piccola ero dimagrita... forse anche troppo, ed un pomeriggio ho scoperto casualmente che era “visibile”.

Come ho precedentemente detto I miei bambini erano piccoli, io spaventatissima (a 30 anni non pensi mai che toccherá a te ), ma ho dovuto affrontarlo.

Non conoscevo niente di quella malattia, non sapevo a cosa sarei andata incontro, non sapevo se sarei sopravvissuta, come sarebbe stata la mia vita se ci fosse stato un “dopo”.

Il primo intervento è stato quello demolitivo, poi le chemio, altri interventi, le medicine, la menopausa, le visite, i controlli, ed in tutto questo i miei bambini da crescere. 

La mia famiglia si è presa carico di tutto ( solo dopo ho pensato a quanto potessero essere spaventati ), i miei genitori, le mie sorelle, la mia amica di una vita sono sempre stati lì, e non potrò mai ringraziarli abbastanza per non essersi mai persi d’animo ed avermi dato la forza di dire “ce la

posso fare!”.

 

Ringrazio tutti i giorni i dottori che mi hanno permesso oggi di essere qui, le volontarie ospedaliere che nei reparti dei day hospital oncologici cercano sempre di portare un sorriso.

 

Oggi sono 8 anni della mia “nuova vita” dove sono diventata uno Chef, anzi... una “Cheffa”, ho girato il mondo grazie al mio lavoro.

Spero che la mia storia possa aiutare le donne che come affrontano ed hanno affrontato questa grandissima prova di coraggio e che sono diventate delle “amazzoni”.

La prevenzione, la medicina e non per ultimo la ricerca sono ciò che salvano la vita e per me è importante cercare di fare qualcosa per aiutare.

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