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Mission

Che cos'è l'esperanto?

Nel 1878 Ludwig Lazar Zamenhof ebbe l’idea di creare una nuova lingua – basata principalmente sulle lingue europee romanze più parlate a fine ‘800 e su alcune parole germaniche e slave – chiamata Esperanto.
Fin dai suoi esordi, la nuova lingua attirò una comunità di parlanti e così iniziò il processo di sviluppo nel seno di una comunità che utilizzava l'esperanto, creando una cultura relazionata con la lingua.

Esiste una produzione letteraria e teatrale originale in esperanto e, ovviamente, tradotta. Decine di musicisti si esibiscono nella lingua internazionale e, recentemente, l’artista italiana Chiara Raggi ha vinto la prima edizione del contest pilota di “Eurovision delle lingue minoritarie”.

Un linguaggio creato per la comunicazione internazionale, del quale il suo ideatore scrisse: “Sulla base di una lingua neutrale si possono abbattere i muri tra le popolazioni e avvicinare le persone, in modo che possano vedere nel proprio prossimo una persona e un fratello”.

 

Il movimento esperantista: educazione alla pace e all’inclusione sociale

L’Associazione Esperantista Mondiale è stata fondata nel 1908 ed è attualmente la principale organizzazione del movimento, con membri in 120 paesi.

I suoi principali obiettivi sono la diffusione dell’esperanto e l’avvio di una discussione sul problema linguistico mondiale e sull’esigenza dell’uguaglianza tra le lingue.
Una particolare attenzione viene profusa nel coinvolgimento degli attivisti dei paesi in cui l’esperanto non si è ancora diffuso e non è ancora presente un movimento attivo.
L’Associazione rappresenta il movimento esperantista presso istituzioni internazionali quali le Nazioni Unite, l’UNESCO, il Consiglio d’Europa ecc.
Per l’Italia, la sezione nazionale dell’Associazione mondiale è la Federazione Esperantista Italiana.

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