
Orchestra Olimpia
Mission
Crediamo in una musica capace di rappresentare, includere e cambiare.
Orchestra Olimpia nasce per valorizzare il talento femminile, dare spazio a voci spesso rimaste ai margini e per costruire, attraverso la cultura, una società più aperta, consapevole e giusta.
Immaginiamo un mondo in cui la musica diventi uno strumento di incontro, libertà e cambiamento.
Parità, solidarietà, innovazione, divulgazione, cultura, sono i valori che guidano il nostro percorso.
Le nostre attività
Una storia di persone
Orchestra Olimpia nasce da una storia personale, prima ancora che artistica. Nasce dall’incontro tra due donne, Roberta Pandolfi e Francesca Perrotta, e dall’idea che la musica possa essere non solo spettacolo, ma anche la possibilità concreta di sostenere gli altri e le altre.
Il primo concerto dell’orchestra, l’8 marzo 2019 al Teatro Rossini di Pesaro, non nasce infatti per celebrare un debutto. Nasce per restituire. L’intero incasso viene infatti devoluto alla ricerca medica dopo che Roberta era stata colpita da una malattia rara. Prima ancora di diventare un’organizzatrice di produzioni artistiche, Olimpia diventa così una comunità che si stringe attorno a una persona e trasforma una ferita in energia collettiva.
Forse è anche per questo che, fin dall’inizio, l’orchestra ha sentito il bisogno di guardare oltre sé stessa.
Quando Francesca sceglie il nome “Olimpia”, pensa anche a sua nonna: una donna contadina, forte, pratica, generosa, abituata alla fatica ma capace di essere leggera, come il canto che amava. Una figura lontana dalle accademie di musica e dai palcoscenici, eppure profondamente armoniosa. In quel nome, convivono memoria familiare, radici popolari e l’idea che la musica appartenga prima di tutto alle persone.
Negli anni, Orchestra Olimpia è diventata un luogo di incontro tra musiciste provenienti da tutta Italia e da molti Paesi del mondo. Più di duecento artiste hanno già collaborato con il progetto, portando storie, percorsi e culture diverse dentro un’unica esperienza collettiva: dall’Ucraina al Venezuela, dalla Spagna al Giappone.
Ma uno dei legami più profondi nasce quasi subito, ed è quello con Ensemble Zohra, l’orchestra femminile afghana. Non si tratta di una collaborazione costruita per ragioni simboliche. Nasce piuttosto da un riconoscimento reciproco: donne musiciste che, pur vivendo in contesti lontanissimi, sentono di condividere qualcosa di vitale. La convinzione che la musica possa essere libertà e autodeterminazione.
Da quel momento Olimpia inizia a costruire un ponte culturale con il mondo musicale afghano, sostenendo musiciste e studenti colpiti dalla repressione talebana. Concerti online condivisi, raccolte fondi, conferenze, incontri pubblici: il rapporto con Zohra e con l’Afghan National Institute of Music diventa negli anni una delle esperienze più significative dell’Orchestra Olimpia.
Quando, nel gennaio 2024, l’Afghan Youth Orchestra arriva in Italia per il primo concerto nel nostro Paese, non è soltanto un evento musicale. È l’incontro tra persone che, attraverso la musica, hanno cercato di resistere alla paura, all’esilio e al silenzio imposto.
Nel frattempo Orchestra Olimpia cresce, arriva nei grandi teatri, alla cerimonia di inaugurazione di Pesaro Capitale delle Cultura 2024 alla presenza del Presidente della Repubblica, nei Concerti del Quirinale di Radio3 su invito di Sergio Mattarella, nelle dirette Rai, nei principali media nazionali. Ma anche nei progetti dedicati alla memoria, ai diritti umani, alle compositrici dimenticate, alla musica popolare dell’Appennino.
Sempre cercando di mantenere la stessa idea iniziale: fare della musica uno spazio di incontro, libertà e cambiamento.
Per questo Olimpia non si riconosce soltanto nei concerti che produce, ma nelle relazioni che costruisce. Nelle persone che coinvolge. Ed è forse qui che si trova la sua identità più profonda: nell’idea che la musica possa ancora essere un gesto umano, prima ancora che artistico.

