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Acqua Pulita per il Villaggio di Chita

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DESCRIZIONE DEL PROGETTO

La raccolta si concentra sulla Fase C da completare. Le Fasi A e B sono state interamente realizzate.

Il Villaggio di Chita in Tanzania è attualmente abitato da una popolazione di circa 15.400 unità. Negli ultimi 14 anni e più precisamente dal 2009, anno di completamento dell’acquedotto, la popolazione è aumentata di numero in modo considerevole.
La realizzazione del sistema acquedotto di Chita, progettato da Ingegneri locali, è stata possibile grazie all’impegno congiunto di molti attori. In primis la Diocesi di Mahenge, rappresentata dal Vescovo Agapiti Ndorobo, assistito sul posto dal parroco Aristide Mkude Luwanda, che ha agevolato la nostra presenza nei confronti delle maestranze e dei rivenditori locali.  Inoltre, è stato fondamentale il contributo economico versato dai Soci del Rotary Club Bologna Ovest Guglielmo Marconi e dai Club Gemelli di Nanterre (Francia), Québec (Canada), Rotary Club Bologna Carducci, Rotary Club Bologna Valle dell’Idice, Rotary Club Bologna Sud, Rotary Club Bologna Valle del Savena e Rotary Club Bologna Est. Anche il Rotary Club locale di Morogoro ha dato il suo contributo.
La problematica è già stata affrontata circa un anno fa e quest’estate, con la visita al villaggio di Chita, abbiamo potuto dare inizio alle prime due fasi del nuovo progetto di riqualificazione e potenziamento del sistema acquedotto.
Il progetto originale, composto da tre fasi (A, B e C) è stato di notevole aiuto per poter capire esattamente i lavori e come avviarli in modo da essere poi seguiti correttamente nel loro sviluppo. Per questo occorre esprimere il nostro ringraziamento all’Ingegnere Ciprian, tecnico governativo locale, incaricato della regimentazione e distribuzione dell’acqua.

OBIETTIVI

La Fase A (manutenzione, pulizia e ingrandimento del bacino di raccolta dell’acqua a monte) del progetto è stata realizzata e interamente finanziata in agosto 2023, durante la nostra permanenza. Per la Fase B (Sostituzione della tubazione esistente dal bacino di raccolta sino alle taniche di accumulo poste sulla struttura vicino alla chiesa, con tubazioni aventi una portata superiore – compreso il rinnovo delle stesse nei punti di attraversamento più tortuosi della foresta) è stato versato un contributo pari al 53% dell’importo previsto ed è stato assicurato l’invio del saldo entro la fine del mese di ottobre 2023. Per quanto concerne la Fase C (Integrazione delle taniche sopra la struttura vicino alla chiesa e copertura delle stesse con una tettoia per difenderle dall’azione del sole nei periodi più caldi) vorremmo che fosse da subito raccolta la cifra per l’acquisto delle nuove 10 taniche da 5.000 litri cadauno, che andranno ad integrare quelle esistenti ancora in servizio, in modo da essere subito utilizzate. Per completare l’opera ci siamo dati la scadenza del 31 agosto 2024. Speriamo di completarla prima vista l'urgenza dei residenti di avere acqua pulita.  Qualcuno di noi ritornerà in Tanzania a Chita per documentare tutti i lavori eseguiti a completamento.

POPOLAZIONE TARGET

Tutta la popolazione del villaggio usufruirà dell’acqua. Non ci sono distinzioni di etnia o religione. I punti di erogazione sono ben distribuiti nel villaggio e sono pubblici.

ATTIVITA' DEL PROGETTO

L’attività è in corso dal luglio del 2022. Il parroco locale Baba William Lyape ha trasmesso il progetto di riqualificazione nel mese di dicembre 2022. La comunicazione tra l’Italia e la Tanzania avviene tramite il sistema WhatsApp e con le e-mail. Non ci sono difficoltà di comunicazione in merito alla lingua poiché si utilizza prevalentemente la lingua inglese conosciuta dalla maggior parte delle persone del gruppo coinvolto. In questo mese di settembre 2023 stiamo organizzando diverse iniziative e contattando/informando tutte le persone coinvolte nella raccolta fondi con la speranza che si possa concludere il progetto prima delle scadenze e avviarci alla presentazione di nuovi progetti. 

PERSONE CHIAVE

In Tanzania, presso il Villaggio di Chita, è presente il parroco Baba William Lyape che ha garantito sino ad ora e garantirà la corretta e tempestiva realizzazione delle opere finanziate.
In Italia il responsabile è Luca Fantuz, Socio del Rotary Club Bologna Ovest Guglielmo Marconi dal 2012 e Socio della Associazione Albero di Cirene, che è presente sul territorio della Tanzania, con azioni concrete di aiuto dal 1999. Luca Fantuz è stato più volte a Chita ed ha collaborato attivamente con il Rotary tra gli anni 2007 e 2009 per assicurare, sul posto, la conclusione del progetto nei tempi previsti.

CRITERI DI SUCCESSO E RISULTATI MISURABILI

Il progetto di realizzazione dell’acquedotto è nato nel 2007 grazie alle iniziative promosse dal Rotary Club Bologna Ovest Guglielmo Marconi. L’esigenza principale era quella di raggiungere con l’acqua “pulita” la più alta percentuale possibile di popolazione del villaggio. Negli anni, diversi studiosi hanno appurato che per la salute dell’individuo non basti avere la disponibilità dell’acqua ma che questa debba necessariamente avere un minimo di purezza. Nel territorio della Tanzania non manca l’acqua. Dalle montagne vicino al villaggio, l’acqua scende e si distribuisce a valle attraverso più torrenti e arriva sino alle zone pianeggianti della savana. Nel suo percorso naturale, l’acqua viene contaminata da escrementi di animali e da quant’altro incontra nel suo tragitto. Sino al 2007 e purtroppo anche oggi per una parte della popolazione, diverse famiglie attingono all’acqua proprio dai torrenti a valle delle montagne. Grazie alla realizzazione dell’acquedotto, con la raccolta a monte nel bacino realizzato sotto alle cascate, grazie alla sedimentazione delle particelle pesanti contenute nell’acqua, grazie al successivo trasporto a valle attraverso una condotta idrica, all’accumulo dell’acqua vicino alla chiesa con strutture denominate “SimTank” e alla distribuzione tramite fontanelle in più parti del villaggio, abbiamo assistito ad un significativo miglioramento delle condizioni di vita. L’aumento della popolazione è stato contagioso. Le persone sono più belle e attive sul territorio. La scuola ha degli ottimi alunni, che hanno raggiunto risultati di eccellenza a livello nazionale. I bambini piccoli hanno un’energia e una salute rafforzate rispetto alle situazioni che vedevamo negli anni precedenti alla realizzazione dell’acquedotto. La presenza della Diocesi sul posto e delle Suore di Santa Clelia Barbieri, Missionarie in loco dal 2003, hanno garantito una corretta educazione oltre che scolastica anche dal punto di vista alimentare. Grazie all’arrivo di acqua pulita è stato possibile avviare anche la coltura di prodotti vegetali. Prima dovendo caricare e trasportare l’acqua con secchi di plastica da punti del torrente anche molto lontani, l’utilizzo di acqua si limitava alla cucina e raramente all’igiene personale e alla parte agricola. Siamo certi che con quest’ultimo progetto di potenziamento potremo garantire il benessere a tutte le persone del villaggio. Purtroppo, il paragone con villaggi vicini (a circa 1 ora di camminata) quale ad esempio quello di Merera è increscioso. Ci piacerebbe una volta completato l’impegno verso il villaggio di Chita spostare le nostre energie verso la popolazione di Merera con la speranza di ottenere, nel tempo, gli stessi risultati. Quest’estate andando a trovarli abbiamo finanziato e ripristinato il funzionamento di una pompa per il trasporto dell’acqua da un pozzo a valle sino a monte. Un altro gruppo dell’Associazione Albero di Cirene si sta occupando della realizzazione di una scuola secondaria.

BACKGROUND DELL'ORGANIZZAZIONE

L’organizzazione parte principalmente dalla Attività, costante negli anni, da parte della Associazione Albero di Cirene ODV di Bologna, presieduta da Don Mario Zacchini. L’associazione ogni anno garantisce, attraverso i suoi volontari, dei periodi intensi di formazione in preparazione dei viaggi che vengono solitamente svolti presso il territorio della Tanzania nel periodo di luglio e agosto. La visione di Don Mario Zacchini, risalente al lontano 1998, che visitando il villaggio di Chita ha capito subito la gravità delle condizioni di salute e di vita della popolazione, ha permesso l’avvio di diversi progetti. Ne sono esempi la Casa per le Suore di Santa Clelia Barbieri e successivo loro presidio, asilo nido, scuole, dispensario e tanto altro, che insieme all’acquedotto hanno portato ad un reale miglioramento delle condizioni di vita della popolazione.

Grazie all’Attività promossa dal Rotary Bologna Ovest Guglielmo Marconi e dai Club indicati in premessa si è potuto realizzare l’acquedotto. Oggi la stessa organizzazione è stata chiamata ad un ulteriore sforzo di aiuto. Diversi Soci hanno già fornito il loro contributo permettendoci, insieme ad altri donatori, di completare la fase A del progetto e avviare la fase B. Di seguito si analizzerà anche l’aspetto economico.


Testimonianze personali delle Amiche e Amici che hanno passato un periodo, dal 27 luglio 2023 al 14 agosto 2023, ospiti nel Villaggio di Chita.

Luca Fantuz

Non è la prima volta che mi reco in Tanzania nel Villaggio di Chita. Il primo viaggio l’ho intrapreso con mia moglie Nadia nel 2001. Eravamo degli sposi freschi di matrimonio e il desiderio di vivere un’esperienza lontano dalla nostra “comfort zone” ci ha spinti a recarci in Tanzania, grazie anche alla proposta arrivata da Don Mario Zacchini. Non eravamo ancora genitori e vivevamo la vita con una spensieratezza invidiabile.
Negli anni successivi sono tornato più volte nel villaggio di Chita spinto dal desiderio di collaborare per portare avanti i progetti che ci eravamo prefissati con l’Associazione Albero di Cirene. Nel 2001, Don Mario Zacchini chiese alla Madre superiora delle Suore Minime di Santa Clelia Barbieri la disponibilità ad insediare una loro missione proprio nel Villaggio di Chita. La risposta fu positiva e tutti noi, della Associazione Albero di Cirene, ci siamo messi in moto per programmare innanzitutto la costruzione di una casa che potesse accoglierle in loco. In seguito, costruimmo un asilo, una scuola e altri servizi allo scopo di creare le migliori condizioni perché la missione delle suore fosse la meno pesante possibile, viste le condizioni di vita della popolazione. Purtroppo, i primi anni furono molto difficili per loro, mancava l’acqua e la corrente elettrica (arrivata in modo stabile sono negli ultimi anni) e l’aspetto educativo ed alimentare delle persone non era il migliore. Ritornando diverse volte ho avuto il privilegio e la possibilità di misurare i miglioramenti di condizione di vita delle persone e soprattutto dei bambini. Il progetto che ha veramente dato un beneficio all’intera popolazione è stato sicuramente l’acquedotto realizzato dal Rotary Bologna Ovest Guglielmo Marconi insieme ai Club Gemelli e ad altri Rotary Club coinvolti. La nostra presenza sul territorio africano, come Associazione Albero di Cirene, ha fatto sì che il progetto del Rotary fosse concretizzato nell’anno 2009. Dal 2009 al 2022 l’acquedotto ha funzionato regolarmente poi, come descritto in precedenza in questa relazione, l’aumento della popolazione ne ha diminuito la potenzialità. Quest’estate abbiamo avviato le Fasi per aumentarne la capacità in modo da ripristinare un servizio che possa coprire la totalità degli utenti del villaggio. 

“L’acqua è la sostanza da cui traggono origine tutte le cose; la sua scorrevolezza spiega anche i mutamenti delle cose stesse. Questa concezione deriva dalla constatazione che animali e piante si nutrono di umidità, che gli alimenti sono ricchi di succhi e che gli esseri viventi si dissecano dopo la morta.”
(Talete)

“Acqua di monte
acqua di fonte
acqua piovana
acqua sovrana
acqua che odo
acqua che lodo
acqua che squilli
acqua che brilli
acqua che canti e piangi
acqua che ridi e muggi.
Tu sei la vita
e sempre fuggi”
(Gabriele d’Annunzio)
 

Elisa Fantuz        

In agosto, ci siamo recati a Chita per vedere l’effettivo stato dell’acquedotto e per parlare faccia a faccia con chi si sta occupando del potenziamento. Il nostro incontro è stato illuminante e davvero importante. Abbiamo avuto modo di comprendere in prima persona come il bisogno di potenziamento dell’acquedotto sia scaturito da una grande crescita della popolazione e dell’economia del villaggio di Chita. Ci siamo resi conto che questi miglioramenti sono stati resi possibile in grande parte dalla disponibilità di acqua pulita e sicura, che l’acquedotto ha garantito. Toccando con mano l’importanza del progetto e, allo stesso tempo, la necessità di un potenziamento ci rendiamo conto che l’appoggio di ogni donatore è stato e sarà fondamentale per aiutare la popolazione di Chita ad evolvere sempre di più. Pensare che in poco più di 10 anni dall’inaugurazione dell’acquedotto il villaggio è migliorato così tanto, chissà a cosa si assisterà nei prossimi 10 anni.
 

Matteo Fantuz                                                       

È molto difficile ridurre a qualche riga un’esperienza che trasmette così tanto.
È facile nell’immaginario comune pensare alla Tanzania come a un luogo geograficamente e culturalmente lontano, ma esso si è rivelato incredibilmente simile al nostro e un’infinità fonte di insegnamenti, specialmente a livello umano. Infatti, l’amore e l’ospitalità ricevuti hanno reso ogni momento speciale, autentico e, come in un circolo chiuso, le sensazioni positive si sono moltiplicate lungo tutto il percorso e anche in seguito al ritorno, a testimonianza che chiunque, di qualunque estrazione sociale o educazione, sia in grado di donare al prossimo, a modo suo. Pertanto, la luce che si avverte negli occhi di chi viene aiutato si è rivelata una sensazione arricchente, creando dipendenza poiché in fondo siamo tutti esseri umani, e in quanto tali aiutare un fratello è tanto necessario quanto prendersi cura di sé.
In pratica, il progetto che seguiamo in quanto gruppo è una tappa importante per lo sviluppo del villaggio di Chita, non sottovalutando il suo impatto sulla crescita dei suoi abitanti, nonché nostri amici, e sulla loro emancipazione. Personalmente, avevo già visitato il villaggio ben dieci anni fa e non ho potuto fare a meno di notare che la differenza nel benessere collettivo è netta, un ulteriore segnale che ci indica di essere sulla strada giusta, incitandoci a proseguire.

 

Maddalena Graziani

Anche a posteriori è difficile spiegare quello che abbiamo provato nelle tre settimane trascorse in Africa.
Se non lo vivi, anche il più nitido dei racconti non potrà rendere conto dello sconvolgimento emotivo che ha accompagnato questa esperienza, dal senso di malinconia verso quello che stavamo vedendo, ad un senso di impotenza, di ingiustizia ma anche di voglia di fare qualcosa.
Più che un fare concreto abbiamo vissuto la cultura e la quotidianità di Chita, passando le mattinate ad informandoci sul progetto dell’acquedotto e i pomeriggi a giocare con i bambini.
Abbiamo visto con i nostri occhi la forza di volontà degli abitanti dei villaggi di Chita e Merera che - appena avuti i fondi rispettivamente per il potenziamento dell’acquedotto e per la pompa dell’acqua - si sono tempestivamente messi all’opera.
Le donazioni che sono state fatte in questi anni hanno visto crescere in maniera smisurata il villaggio di Chita e siamo sicuri che grazie alle nuove donazioni per il potenziamento dell’acquedotto il villaggio fiorirà sempre di più.

Anna Graziani                                         
    
Sono partita per il viaggio in Africa senza sapere bene cosa mi aspettasse: sì, avevo ascoltato i racconti di chi era già stato e qualche idea me l’ero fatta, ma vivere l’esperienza in prima persona è stato molto diverso. Non c’è parola che possa prepararti alle emozioni che incontrare Chita in prima persona mi ha provocato, dal primissimo momento in cui ci ha accolto il villaggio. Le persone, l’ospitalità, il tempo passato a giocare con i bimbi, i paesaggi, ma anche la povertà e le situazioni più difficili, tutto ciò che abbiamo visto mi ha lasciato qualcosa. Abbiamo provato sia la soddisfazione di vedere il progetto iniziare non appena arrivati, che il senso quasi di colpa quando di fronte agli ostacoli avremmo voluto poter fare sempre di più. Di questo primo viaggio in africa mi porto dentro sicuramente il senso di casa che ho provato e che adesso spero di poter restituire ad altri, insieme all’accoglienza ricevuta e alla gratitudine e semplicità che ho visto nei volti di chi abbiamo conosciuto.

Francesco Di Cesare                                        

Quando sono partito per Chita non sapevo davvero cosa aspettarmi, ero pronto per l’esperienza senza preconcetti, o almeno pensavo. Arrivare in una realtà così diversa dalla propria, con una tradizione, delle usanze e uno stile di vita che mi era totalmente alieno è stata un’esperienza fantastica. Sapere che la vita delle persone che ho conosciuto nel mio viaggio è migliorata e migliorerà sempre di più grazie all’acquedotto mi dà speranza per il loro futuro e progresso
 

Alessandro Bruschi

Sono andato in Tanzania incerto di cosa mi sarei potuto aspettare. Mi ha accolto un mondo diversissimo dal nostro. Per me è stata un’esperienza molto importante per vedere il mondo da un punto di vista diverso, per imparare un approccio differente alla vita. Ho potuto vedere in prima persona quanto utile e necessario è stato ed è l’acquedotto di Chita, di quanto esso migliori la vita del villaggio e di quanto bisogno vi è di ampliare questo progetto. Spero che tutti un giorno possano fare un’esperienza piena e bella come lo è stata la mia.
 

 

 

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