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Estendiamo l’oasi di Badia Tedalda

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Ci riproviamo con un progetto ancora più ambizioso, ricordate Badia Tedalda, grazie al vostro prezioso sostegno siamo riusciti a comprare il bosco, ora quel bosco vogliamo estenderlo. 

La Riserva Naturale Alpe della Luna si trova nell’Appennino Tosco-Marchigiano e tocca la Massa Trabaria ai confini dell’Umbria e dove le montagne fanno da spartiacque tra Val Tiberina, Val Marecchia e Valle del Metauro. Un crocevia dove sono ancora presenti le strade medioevali che connettevano il Tirreno con l’Adriatico per il trasferimento di legnami, il sale e consentivano la transumanza dalla Maremma all’Appennino centrale. Non lontano passa l’antica Via ariminensis, il tracciato che connette Arezzo a Rimini. Le acque dei fiumi Metauro (il Meta nasce alla Bocca Trabaria e l’Auro dal versante dell’Alpe della luna toscano per unirsi a valle a Borgo Pace) e Marecchia (che nasce sopra la località Pratieghi non lontano dal paese di Badia Tedalda) scorrono leggere e con piccoli salti creano pozze balneabili di acqua limpida. I boschi misti regalano viste spettacolari tra calanchi e prati pascoli che spaziano dal Sasso Simone e Simoncello verso Pennabilli (paese romagnolo noto per il Giardino dei frutti Perduti di Tonino Guerra) e Rimini, mentre scorgono il Monte Nerone e i Sibillini in direzione delle Marche e dell’Umbria.
La RISEVA NATURALE ALPE DELLA LUNA è nel cuore dell’Appennino umbro-tosco- romagnolo, al confine con le Marche e l’Umbria, prende il nome dal gruppo montuoso che si sviluppa da sud-ovest verso nord-est ed è percorso come già detto dal lungo spartiacque che separa il versante tirrenico e la valle del Tevere da quello adriatico. Il Monte dei Frati, con i suoi 1.453 metri s.l.m., è il punto più alto.
La geologia dell’area protetta è caratterizzata da blocchi di marna e arenaria. Il più scenografico e visibile è detto Ripa della Luna, dalla caratteristica forma a falce.
I comuni compresi nella riserva gestita dalla Regione Toscana sono Pieve Santo Stefano, Badia Tedalda e Sansepolcro. I punti di informazione e accesso principali sono a Germagnano sul versante tiberino e a Badia Tedalda sul versante della Valmarecchia, con un centro visite che propone attività di educazione ambientale ed altre iniziative indirizzate a singoli visitatori e ai gruppi. Nella struttura si trova anche la “Sala della memoria”, dove sono esposti reperti di vario genere che raccontano la storia del territorio dalla preistoria alla Seconda Guerra Mondiale, dato che nella zona passava la Linea Gotica.
La riserva si estende per 1.540 ettari, per l’86% coperti da fitti boschi che nelle parti più elevate sono connotati principalmente da faggete. Scendendo di quota, nel versante tirrenico prevalgono il cerro, il pino nero, aceri e abeti bianchi. Sul lato adriatico, oltre a queste piante, troviamo anche il carpino nero, l’acero, il frassino, il tiglio e il pino silvestre. Le praterie ospitano vari tipi di orchidee, che ne fanno un habitat prioritario per la Comunità Europea. Ginestre, rose canine e ginepri hanno conquistato quasi tutti i seminativi un tempo prati pascoli.

L’acqua è l’elemento che caratterizza tutto il territorio dell’Alpe della Luna. I principali fiumi che nascono nel complesso montuoso come si è accennato sono il Marecchia, il Metauro, il Foglia e l’Afra, ma in tutta l’area protetta si può osservare un fitto intreccio di ruscelli e torrenti che dà origine a pittoresche cascatelle. Nei corsi d’acqua convivono una ricca fauna ittica e specie di anfibi come il tritone alpino, il tritone crestato, il geotritone italico, la rana appenninica e l’ululone dal ventre giallo.
La fauna è quella tipica dell’Appennino, con la presenza di cinghiali, daini, caprioli, lupi, tassi, volpi, puzzole, lepri, istrici e scoiattoli tra i mammiferi. L’avifauna è ricca e di grande interesse. Gli uccelli più presenti sono i picchi, i colombacci, gli allocchi, gli scriccioli, i tordi e le ghiandaie. Tra i rapaci sono da segnalare l’aquila reale, lo sparviero, la poiana, l’astore, il gheppio e il lodolaio.
Nel settembre 2024 l’Associazione 1 euro per Salvare i nostri boschi ha acquisito un terreno boschivo, proprio sull’Alpe della Luna (appena al confine con la Riserva) sotto il tragitto medioevale che va dal Passo di Montelabreve verso il poggio di Monterano, nel comune di Badia Tedalda, di circa 4 ettari accorpati su un versante sud ovest piuttosto scosceso ma completamente percorribile a piedi tra faggi, carpini e in prevalenza cerri con un bel sottobosco non intaccato da almeno trent’anni. Oggi si prospettano delle opportunità interessanti ovvero di poter entrare, con questo terreno, a far parte del futuro Parco Naturale Nazionale che da anni dovrebbe essere istituito con il nome di Catria – Nerone – Alpe della Luna. Infatti recenti contatti con Andrea Pellegrini guida ambientale ed escursionistica della zona e fondatore dell’Associazione Lupus in Fabula hanno fatto sì che la nostra acquisizione del terreno e quella futura di 45 ettari, tutti limitrofi e facenti parte dell’Alpe della Luna, potrebbe diventare una parte dell’istituendo Parco. E’ attivo in questo senso il Comitato Parco che dal 2019 è autonomo rispetto a Lupus in Fabula, divenendo un'associazione di promozione sociale (APS). Il Presidente attuale è Giovanni Paci di Urbania.
La Lupus in Fabula ha avviato dall’estate del 2003 la campagna di sensibilizzazione per la creazione del Parco Nazionale del Catria, Nerone e Alpe della Luna. Dopo alcune riunioni è stato costituito un gruppo di lavoro che nei mesi si è occupato di compiere il primo atto della campagna: la realizzazione di depliant informativi inviati a tutte le famiglie e gli esercizi commerciali, in totale circa 11.500 indirizzi, dei comuni interessati dalla futura area protetta: si tratta di Badia Tedalda, Pieve Santo Stefano, Sansepolcro, San Giustino, Borgo Pace, Mercatello sul Metauro, Sant'Angelo in Vado, Urbania, Apecchio, Città di Castello, Piobbico, Gubbio, Cagli, Acqualagna, Cantiano, Pietralunga, Montone, Sheggia- Pascelupo, Frontone, Serra Sant'Abbondio e Sassoferrato. Quindi, 21 comuni, 3 regioni e 4 province. Dal Novembre 2007 l’azione di Lupus in Fabula si e’ fatta ancora più incisiva grazie all’avvio di un progetto (sostenuto dal Centro Servizi per il Volontariato) denominato “Sostenibilità ambientale sociale ed economica per l’Appennino Pesarese”. Con questa attività Lupus in Fabula si pone l’obiettivo di sensibilizzare al massimo le amministrazioni locali facendo anche toccare con mano l’esperienza positiva già in corso in altre realtà, in particolare nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.

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