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QUANDO TUTTO SI FA BUIO, BASTA UNA LUCE

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Siamo Valentina e Stefano, gli unici due sopravvissuti italiani all’inondazione del 26 Agosto 2026. Il nostro cammino ci stava portando verso il Monte Kailash, in Tibet, per un pellegrinaggio spirituale. 

Ma quella mattina, a Timure, una piccola cittadina a pochi chilometri dalla frontiera con la Cina, la vita è cambiata per sempre.
In pochi istanti, il paese è stato spazzato via dalla furia dell’acqua. Una nube marrone sembrava inghiottire tutto. La grazia divina o la morte stessa, ci hanno bussato al pullman permettendoci di scendere dal bus senza subire alcun danno fisico, in una delle zone più colpite dall’alluvione. 

Un miracolo del cuore.

Abbiamo passato l’intera notte su un versante della montagna non colpito dall’alluvione, rifugiati in una piccola struttura di fortuna, mentre la valle sotto di noi veniva cancellata. 
La notte è stata una benedizione, eravamo in un casottino montano di pietra di due stanze, tutto il nostro gruppo e una quarantina di sopravvissuti locali, che nonostante avessero perso tutto, ridevano per celebrare la vita. 
Solo all’alba del giorno successivo gli elicotteri militari nepalesi sono riusciti a raggiungerci e portarci in salvo.

La nostra guida, Tashi Tamang, 51 anni, ha vegliato su di noi con coraggio, rischiando la propria vita per assicurarsi che nessuno venisse lasciato indietro. Ma per lui il prezzo è stato altissimo: ha perso familiari, amici, colleghi. Il suo villaggio, nel distretto di Rasuwa, è stato devastato. 
Case, scuole, attività: tutto spazzato via.
Quel giorno, suo cugino e il figlio erano all’immigrazione con i nostri passaporti. Da allora non si sono più avute notizie su di loro.

Questa tragedia ha portato via migliaia di vite a persone provenienti da tutto il mondo, e durante quei momenti non esistevano più confini, soltanto esseri umani uniti, senza razza: solo fratellanza.

Sono le comunità locali ad aver subito la ferita più profonda: famiglie spezzate, radici strappate, intere vallate cancellate per decine di chilometri.


🌱 Perché nasce questa raccolta fondi

Attraverso Tashi, vogliamo raggiungere direttamente le famiglie che oggi non hanno più nulla.
Il nostro obiettivo è sostenere la ricostruzione di ciò che rende possibile la vita stessa:
* case
* scuole
* spazi comunitari
* beni di prima necessità

Ogni gesto, anche piccolo, diventa un seme piantato nella terra della rinascita.

Il cambiamento climatico mostra la sua forza sempre più devastante, e chi vive in queste zone ne porta il peso più crudele.

🌸 Cosa faremo insieme

Vi terremo vicini, passo dopo passo, raccontando come le vostre donazioni si trasformeranno in azioni concrete.
Questa raccolta fondi è un ponte: unisce chi può donare speranza a chi oggi ha perso tutto.

Ognuno di noi può diventare parte viva di questa rinascita.
Un contributo, anche minimo, può trasformarsi in un gesto che ridona forza e futuro a chi deve ricominciare da zero.

 

We are Valentina and Stefano, the only two Italian survivors of the flood of August 26, 2026. Our journey was taking us to Mount Kailash, in Tibet, for a spiritual pilgrimage. But that morning, in Timure, a small town a few kilometers from the Chinese border, life changed forever.
In moments, the village was swept away by the fury of the water. A brown cloud seemed to swallow everything. Divine grace, or death itself, knocked on our door, allowing us to disembark without suffering any physical harm, in one of the areas hardest hit by the flood. A miracle of the heart.

We spent the entire night on a mountainside unaffected by the flood, sheltering in a small makeshift structure, while the valley below us was erased.
The night was a blessing. We were in a small two-room stone mountain hut, our entire group and about forty local survivors, who, despite having lost everything, laughed in celebration of life. Only at dawn the next day did Nepalese military helicopters reach us and rescue us.

Our guide, Tashi Tamang, 51, courageously watched over us, risking his own life to ensure no one was left behind. But the price for him was extremely high: he lost family, friends, and colleagues. His village, in the Rasuwa district, was devastated.
Homes, schools, businesses: everything was wiped out.
That day, his cousin and his son were at immigration with our passports. They have not been heard from since.

This tragedy has taken thousands of lives from all over the world, and during those moments, borders no longer existed, only human beings united, without race: only brotherhood.

It is the local communities who have suffered the deepest wounds: families broken, roots torn away, entire valleys erased for dozens of kilometers.

🌱 Why this fundraiser is being launched

Through Tashi, we want to directly reach families who today have nothing left.
Our goal is to support the reconstruction of what makes life itself possible:
* homes
* schools
* community spaces
* basic necessities

Every gesture, however small, becomes a seed planted in the soil of rebirth.

Climate change is showing its increasingly devastating force, and those who live in these areas bear the cruelest burden.

🌸 What we will do together

We will support you, step by step, sharing how your donations will transform into concrete actions.

This fundraiser is a bridge: it unites those who can give hope to those who have lost everything today.

Each of us can become a living part of this rebirth.

A contribution, even a small one, can transform into a gesture that restores strength and a future to those who must start from scratch.

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