Un'iniziativa di

Salento Senza Frontiere

Una corsa per JOY

Una chiacchierata da Why Run con gli Urban Runners

Venerdì ho avuto il piacere di andare con i miei colleghi di Sport Senza Frontiere da Why Run a parlare con un gruppo di corridori degli Urban Runners del nostro progetto estivo JOY e del perché raccogliere fondi per sostenerlo.

Quello che ho potuto raccontare meglio è la mia esperienza personale, perché ognuno vive diversamente sia Joy che la Maratona.

Per me è venuta prima l'esperienza all'interno della Onlus, con la quale collaboro da ormai tre anni, poi l'esperienza dei progetti estivi di Joy e, infine, quella della staffetta a Milano.

Joy è un'esperienza spiazzante e allo stesso tempo arricchente, soprattutto quando si fa la settimana del Summer Camp.

Mentre sei lì ti trovi con un sacco di bambine e bambini che conosci per la prima volta e con altri che, anche se conosci da un anno o di più perché sei già la loro tutor a Milano, tirano fuori aspetti del tutto nuovi di sé e alla fine anche di te. Qualcuno si trova per la prima volta ad essere responsabile di sé stesso, a doversi vestire da solo, fare la doccia, preparare lo zaino, capire quanto mangiare per affrontare le giornate ricche di sport, laboratori e giochi.

Altri per la prima volta sono responsabili solo di se stessi e non anche dei tre fratelli o sorelle minori, sono liberi di divertirsi da soli e di non dover preparare e organizzare tutto anche per gli altri, perché sono insieme come a casa, ma c'è qualcuno che si può occupare di tutti tutto il giorno ed è una vacanza pensata per ognuno di loro.

Ti accorgi di quanto sia importante come esperienza quando li vedi cambiati dal primo giorno quando salgono timidamente e assonnati sul pullman all'ultimo, quando sullo stesso pullman non vorrebbero risalire e continuano a scambiarsi abbracci e saluti. E' toccante perché li vedi affrontare per la prima volta alcuni pensieri che fino a quel momento si tenevano dentro, alcune paure emotive o fisiche, ma anche alcune cose belle che non avevano mai sperimentato legate a sport completamente nuovi per loro come l'arrampicata su roccia o il canottaggio nel lago.

Per chi ha fatto i primi anni di scuola durante il Covid questa è stata la prima esperienza di gita senza genitori, per altri più grandi semplicemente la prima gita in montagna, la prima volta fuori città dopo tanto tempo.

Per tutte e tutti è divertimento, è confronto con nuove persone e nuove amicizie strette con ragazze e ragazzi provenienti da quartieri diversi, famiglie più ricche o più povere, con interessi e passioni diverse ma a volte anche sorprendentemente simili.

Il motivo per cui inizialmente l'anno scorso ho deciso di correre è stato banalmente per completare la staffetta di un'amica e allo stesso per aiutare la Onlus. Poi quando l'ho fatto però è diventato molto di più: mentre correvo sentivo tutti i miei bambini sulle spalle, però non come un peso, come una spinta. Un'energia pazzesca che mi arrivava pensando a loro. Ho avuto la sensazione che al traguardo non stavo portando solo me, ma anche loro. Verso un traguardo che non è solo quello di poter vivere quella manciata di giorni di Joy, ma qualcosa che li accompagna nel loro futuro come persone, e che si costruisce un pezzetto alla volte, anche grazie a queste esperienze.


Concludo con un grazie a chi ha letto fino a qui e ancora di più a chi vuole darci una mano a realizzare anche quest'anno il progetto.

Per correre anche tu scrivi a: [email protected]

La mia staffetta quest'anno è fatta in collaborazione anche con CUS Milano, per donare clicca su "dona ora". <3

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