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C’è una grande novità nell’Art Bonus 2021: ora grazie a Rete del Dono anche una campagna di Crowdfunding a sostegno di un progetto culturale può avvalersi di questo incentivo fiscale introdotto nel 2014. Ma come cogliere al volo le nuove opportunità offerte da questi due strumenti? Ce ne parla Marianna Martinoni, Founder di Terzofilo.

Come funziona l’Art Bonus

L’Art Bonus è un’agevolazione fiscale per chi dona a favore della cultura, dello spettacolo e del patrimonio artistico. Le donazioni infatti possono godere di un credito d’imposta pari al 65% dell’importo per i tre anni successivi. “Dal 2014 ad oggi l’Art Bonus ha già superato i 580 milioni di euro di erogazioni verso oltre 2.000 beneficiari, per un totale di 4000 interventi finanziati e 21.000 ‘mecenati’; in pandemia ha dimostrato una tenuta eccezionale, con 65 milioni di euro raccolti proprio nel periodo tra marzo e dicembre 2020”.

Chi ha diritto all’Art Bonus

Il Decreto Cura Italia ha ampliato la rosa degli enti che possono accedere al Bonus: enti pubblici titolari di un bene pubblico, soggetti privati concessionari di beni culturali pubblici, fondazioni lirico-sinfoniche, teatri di tradizione, istituzioni concertistico-orchestrali, teatri nazionali o di rilevante interesse culturale, festival, imprese e centri di produzione teatrale e di danza, circuiti di distribuzione, complessi strumentali, società concertistiche e corali, circhi e spettacoli viaggianti. “I progetti finanziabili sono di manutenzione, restauro e ampliamento di strutture culturali esistenti, ma anche di sostegno a complessi museali e archeologici o biblioteche. Consultando le FAQ sul sito www.artbonus.gov.it oppure scrivendo all’indirizzo info@artbonus.gov.it potete verificare se anche il vostro caso rientra nei possibili beneficiari dell’incentivo fiscale”.

Perché unire un Crowdfunding su Rete del Dono all’Art Bonus

I vantaggi di unire gli strumenti di Art Bonus e Crowdfunding sono molti: “Innanzitutto l’Art Bonus può coinvolgere tre mercati della raccolta fondi: le persone fisiche, le persone giuridiche (enti non commerciali come fondazioni o enti filantropici) e le aziende, qualora non adottino lo strumento dello sponsoring. La leva fiscale, però, da sola non basta per attirare donazioni: ecco perché è fondamentale il Crowdfunding, un metodo di coinvolgimento fortissimo capace di avvicinare i propri sostenitori. In più sfruttando la piattaforma di Rete del Dono e la sua esperienza decennale nel rendere alla portata di tutti, anche delle Onp meno strutturate, le technicalities necessarie a gestire una campagna e ad attivare la propria community”.

Il Premio Cultura di Rete del Dono e l’Art Bonus

Da quest’anno, il Premio Cultura di Rete del Dono permette la candidatura anche di progetti Art Bonus: è un modo per massimizzare l’impatto di queste raccolte fondi grazie al training aggiuntivo che prevediamo per i partecipanti. I vincitori riceveranno 3000 euro per la propria raccolta fondi.

Così si sfruttano al massimo tutte le leve del Crowdfunding (il racconto chiaro e coinvolgente del progetto, la garanzia di trasparenza e tracciabilità, canali di pagamento veloci e diversificati, la possibilità di avere delle ricompense e di sentirsi parte attiva del progetto). E in più è possibile traslare il beneficio fiscale dell’ente aderente all’Art Bonus alle donazioni che avvengono su Rete del Dono: “Questo risolve molti problemi soprattutto per gli enti pubblici, che spesso non hanno un conto corrente dedicato e che pertanto fanno fatica anche solo ad individuare le donazioni per cominciare con una qualsiasi azione di donor care come una lettera di ringraziamento”.

Art Bonus e Crowdfunding: l’arma vincente per coinvolgere le aziende

Dei 550 milioni di euro raccolti dall’Art Bonus in questi 6 anni, la parte del leone la fanno le donazioni di fondazioni e aziende che cubano circa 270 milioni ciascuno (Dati Ales). “Combinare dunque l’Art Bonus – strumento già molto utilizzato da quelle aziende che sanno andare oltre la logica della mera visibilità e delle sponsorizzazioni – e il Crowdfunding è vincente perché fa scoprire alle aziende tante opportunità di CSR e reputation: la possibilità di coinvolgere i propri dipendenti e fare team building, o di facilitare la creazione di un abbinamento forte tra il progetto sostenuto e l’azienda, contribuendo al miglioramento dell’immagine aziendale”. Emblematico il caso della Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, che grazie alla loro raccolta fondi su Rete del Dono è stata in grado non solo di rinnovare o incrementare le membership dei donatori storici, ma di raggiungere per la prima volta anche nuovi enti e aziende.

Valeria Vitali

Dopo una laurea in Scienze Politiche presso Università degli studi di Pavia e un Master in Cooperazione e Sviluppo a Barcellona, ha iniziato il suo percorso professionale in Italia, occupandosi di comunicazione, per poi allargare i suoi orizzonti all’estero. È proprio qui che nasce l’idea di Rete del Dono, l’idea di diffondere in Italia una rivoluzione culturale che avvicini le persone al dono, inteso come gesto di impegno civile. L’innovazione digitale ha fatto la sua parte, facilitando e dando maggior concretezza a questo progetto costruito insieme ad Anna Siccardi.