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Il 5 per mille è la percentuale dell’imposta sui redditi delle persone fisiche (IRPEF) che i contribuenti possono devolvere ad enti del Terzo settore o ad altre realtà che operano senza scopo di lucro a livello locale e nazionale. Senza pagare nulla in più

Il 5 per mille è una misura fiscale che consente di devolvere il 5×1000 del proprio IRPEF ad enti del Terzo settore o ad altre realtà che operano senza fini di lucro. La decisione di donare il cinque per mille è libera e volontaria. Così come la scelta dell’ente al quale devolverlo. In ogni caso, il 5 x mille non comporta alcun esborso al contribuente. Sostenere in questo modo una realtà con la quale si condividono scopi e valori, dunque, non costa nulla.

Cosa vuol dire donare il 5 per mille?

Donare il 5 per mille significa devolvere una piccola percentuale dell’imposta sui redditi delle persone fisiche (IRPEF), in fase di dichiarazione dei redditi, a soggetti non profit iscritti all’elenco degli enti beneficiari dell’Agenzia delle Entrate. Attenzione: non si tratta di una donazione che comporta un addebito o una spesa in più, in quanto l’importo del cinque per mille viene scorporato dall’IRPEF a debito già dovuta. Il 5 x mille è stato introdotto dalla Legge finanziaria del 2006 (23 dicembre 2005, n. 266, articolo 1, commi 337 e successivi) e confermato negli anni seguenti. La Riforma del Terzo settore (decreto legislativo 111/2017) ha rinnovato il meccanismo, regolamentato ulteriormente dal DPCM del 23 luglio 2020 (GU17 settembre 2020).

Come donare il 5×1000

La donazione del 5 per mille va specificata al momento della dichiarazione dei redditi. Presentando il modello Redditi Persone Fisiche (ex Unico), il modello 730 o il modello CU (certificazione unica), è possibile inserire il codice fiscale dell’ente al quale donare il 5×1000. Per confermare la scelta è necessario apporre la propria firma, altrimenti non sarà valida. Se si sceglie di devolvere il 5 x mille alle attività sociali dei Comuni, la cifra verrà attribuita automaticamente al Comune di residenza del contribuente.

Ma come fare a scegliere l’ente al quale devolvere questo piccolo ma importante contributo? La lista dei beneficiari è vastissima e va dalle molteplici realtà dell’associazionismo territoriale alle grandi organizzazioni non profit nazionali, passando per le numerose attività sociali messe in campo dalle amministrazioni locali. Le organizzazioni di ogni livello ed entità diffondono e pubblicizzano solitamente il proprio codice fiscale attraverso vari canali in modo che i cittadini possano trovarlo facilmente. In ogni caso, l’elenco aggiornato e ufficiale di tutti i beneficiari è pubblicato sul sito dell’Agenzia delle Entrate. In queste liste è indicato anche il valore del 5 per mille assegnato ad ogni ente.

Chi sono i beneficiari del 5 per mille?

La legge 23/12/2014 n. 190 definisce precisamente i beneficiari che possono ricevere il 5 per mille. Essi sono soggetti che operano nei seguenti settori:

  • volontariato
  • ricerca scientifica e universitaria
  • ricerca sanitaria
  • politiche sociali perseguite dai Comuni
  • associazioni sportive dilettantistiche
  • attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici
  • sostegno alla gestione delle aree protette.

Per iscriversi alle liste dei beneficiari, gli enti devono selezionare il proprio ambito di riferimento. Ogni ambito ha un proprio registro e un Ministero di competenza. Per quanto riguarda il primo, vasto, settore – quello del volontariato – occorre precisare che, dall’entrata in vigore della Riforma del Terzo settore, possono accedere al cinque per mille solo gli enti iscritti al Registro unico nazionale del Terzo Settore (RUNTS). La Riforma ha anche introdotto l’obbligo di rendicontazione e pubblicazione online delle donazioni ricevute.

Dove va il 5 per mille se non si sceglie?

Se non si effettua alcuna scelta, il proprio 5 x 1000 resterà nelle casse dello Stato. Se si firma sul riquadro destinato ad un settore senza indicare il codice fiscale di uno specifico ente, il 5 per mille verrà invece ridistribuito in modo proporzionale tra tutti i soggetti beneficiari di quel settore. La scelta dell’ente al quale devolvere il 5 per mille rappresenta quindi un’opportunità di valorizzare una specifica realtà. Si può ad esempio scegliere di sostenere una piccola associazione del territorio in cui si vive, della quale si conosce nel concreto l’operato. Oppure, all’opposto, di donare un contributo ad una grande organizzazione nazionale che lavora per la pace, per la ricerca scientifica, per l’equità o per qualunque valore si avvicini al proprio vissuto e ai propri valori.

Che differenza c’è tra 5×1000, 2×1000 e 8×1000?

Cinque x 1000, due x 1000 e 8 x 1000 sono tutte percentuali dell’imposta sui redditi delle persone fisiche che il contribuente ha l’opportunità di devolvere, senza pagare nulla. È importante sapere che l’una non esclude l’altra: si possono indicare tutte al momento della dichiarazione dei redditi. L’8 per 1000 è destinato alle Chiese (confessioni e credo religiosi) e per devolverlo basta firmare nell’apposito riquadro. Il 2 per 1000 è destinato ai partiti politici. E il 5 x 1000, del quale abbiamo parlato, alle organizzazioni senza scopo di lucro. Con queste tre scelte si può indirizzare concretamente il proprio supporto in diversi ambiti ed esprimere il proprio pensiero senza pagare nulla.

Anna Maria Siccardi

Laureata in Fisica presso Università degli Studi di Torino. Imprenditrice attiva nel settore dell’innovazione digitale sin dal 1998, ha partecipato alla nascita e allo sviluppo di aziende web quali CHL, Bakeca, Seolab, Wickedin, Jojob. E’ membro del Comitato esecutivo del Club degli Investitori di Torino. Nel 2011 ha fondato Rete del Dono insieme a Valeria Vitali e da allora si occupa di trasformazione digitale del Terzo Settore.

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