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Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e Rete del Dono insieme per sostenere arte, attività e beni culturali nei piccoli comuni e nelle aree interne 

 

Il patrimonio culturale non vive soltanto nei musei, nei teatri o nei luoghi storici. Vive nelle comunità che lo custodiscono, nei territori che lo riconoscono come parte della propria identità, nelle persone che scelgono di prendersene cura. È da questa visione che nasce il Bando Crowdfunding 2026 – Arte, Attività e Beni Culturali, promosso da Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro in partnership strategica con Rete del Dono. 

Un’iniziativa che mette al centro il valore della cultura come bene comune e propone un modello concreto, replicabile e scalabile, capace di attivare risorse economiche, relazioni e partecipazione dal basso. 

Il bando si rivolge al mondo dell’arte e della cultura, sostenendo progetti legati al restauro e alla conservazione del patrimonio, ma anche alla realizzazione di musica, eventi, festival e convegni. Ambiti diversi, accomunati da un obiettivo: rafforzare il legame tra organizzazioni culturali, cittadini e territori. 

Cultura e territori: una relazione da rigenerare 

Il contesto in cui il bando si inserisce è quello dei piccoli comuni e delle aree interne: luoghi ricchi di storia, memoria e patrimonio, ma spesso chiamati ad affrontare sfide complesse in termini di risorse, partecipazione e sostenibilità. 

In questi territori, la cultura può diventare una leva potente di rigenerazione. Un restauro non è solo un intervento conservativo. Un festival non è solo un evento. Un concerto, una rassegna o un convegno non sono solo appuntamenti in calendario. Sono occasioni per riunire persone, rafforzare identità, attrarre pubblici, generare nuove energie intorno a un progetto condiviso. 

Il crowdfunding si inserisce esattamente in questo spazio: là dove un’idea culturale incontra una comunità pronta a riconoscerne il valore e a sostenerla. 

Il meccanismo che genera impatto: il matching gift 

Uno degli elementi centrali del bando è il meccanismo del matching gift. Le donazioni raccolte attraverso le campagne di crowdfunding vengono raddoppiate grazie al contributo della Fondazione, amplificando così l’impatto di ogni singolo dono. 

Questo modello permette di trasformare la raccolta fondi in un processo di redistribuzione e rigenerazione delle risorse. Ogni donazione diventa più forte, ogni contributo produce un effetto moltiplicatore, ogni campagna diventa un’occasione per avvicinare nuovi donatori alla causa culturale. 

Il matching gift non sostiene soltanto economicamente i progetti. Li rende visibili, li legittima agli occhi della comunità e incentiva la partecipazione attiva. Chi dona sa che il proprio gesto vale doppio e che il proprio contributo entra in un percorso collettivo più ampio.

Dati della campagna

I risultati della campagna


19

progetti selezionati

3

mesi di campagna attiva

598

donatori

68.877 €

raccolti

15 campagne su 19 sono arrivati all’obiettivo e hanno raggiunto il matching gift, ossia il 79%, per un raddoppio totale di 66.200 € 

 

Dal finanziamento alla partecipazione 

Il valore del bando non si esaurisce nella dimensione economica. La vera sfida è accompagnare gli enti culturali in un passaggio decisivo: trasformare il finanziamento in partecipazione. 

Fare crowdfunding significa infatti attivare una community. Significa coinvolgere pubblici e spettatori, rafforzare i legami territoriali, rendere le persone parte di un progetto e non semplici destinatarie di un’iniziativa. 

Per il settore culturale, questo passaggio è particolarmente importante. La cultura ha bisogno di pubblico, ma anche di comunità. Ha bisogno di persone che partecipino, condividano, raccontino, sostengano. Il crowdfunding permette di costruire questa relazione in modo concreto, trasformando il dono in un gesto di appartenenza. 

Sostenere una campagna culturale significa dire: questo luogo, questo evento, questo patrimonio, questa esperienza mi riguarda. 

Il ruolo di Rete del Dono: formazione e accompagnamento 

All’interno del bando, Rete del Dono svolge un ruolo fondamentale di formazione e accompagnamento. Gli enti coinvolti vengono supportati nello sviluppo di competenze dedicate al crowdfunding, alla comunicazione della propria causa e all’attivazione della community. 

La formazione diventa così uno strumento abilitante. Aiuta le organizzazioni a riconoscere la propria comunità di riferimento, a costruire una relazione autentica con i donatori, a raccontare il valore del proprio progetto e a trasformare la raccolta fondi in un’esperienza condivisa. 

Per molte realtà culturali, questo percorso rappresenta anche un’occasione di crescita organizzativa. Non si tratta solo di imparare a raccogliere fondi online, ma di acquisire maggiore consapevolezza, sviluppare nuove competenze e rafforzare la capacità di attivare il territorio. 

La prospettiva della Fondazione 

Una delle esigenze che sempre di più si pongono all’attenzione delle Fondazioni di origine bancaria è quello di operare per il progressivo superamento di una mentalità assistenzialistica da parte di molti dei soggetti che richiedono finanziamenti per i loro progetti. Anche la Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, nella sua lunga esperienza di interventi a favore della propria comunità, ha riscontrato tale esigenza. Non si tratta tanto di “innovare” il proprio stile erogativo, ma di agire per far crescere la responsabilità attiva sia degli attori sociali, culturali ed educativi, sia della comunità territoriale che riceve servizi e risposte ai propri bisogni. 

Questo è il principale motivo che ha spinto la Fondazione a cercare nella formula del crowdfunding una possibile risposta all’esigenza sopra descritta. Individuato come partner “Rete del dono”, si è deciso di sperimentare tale formula nel settore “Arte, Attività e Beni Culturali”. La campagna di raccolta si è conclusa da poco, ma è possibile senz’altro affermare che è stata segnata da un significativo successo: su 19 progetti ammessi, ben 15 hanno raggiunto il pieno risultato nella raccolta. A tale esito positivo dal punto di vista finanziario, va aggiunto un ulteriore guadagno: grazie alla professionalità di “Rete del dono”, tutti e 19 i soggetti ammessi hanno potuto godere di una importante formazione che, certamente, sarà loro utile nel futuro. 

In sintesi, la Fondazione si ritiene pienamente soddisfatta dell’iniziativa e della partnership con “Rete del dono” e, sicuramente, nei prossimi anni assumerà in maniera stabile questa nuova e innovativa prassi. 

Marco Cangiotti, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro 

Un modello per il futuro della cultura 

Il Bando Crowdfunding 2026 – Arte, Attività e Beni Culturali mostra come la collaborazione tra fondazioni, un’agente abilitante il dono e organizzazioni territoriali possa generare un impatto concreto e duraturo. 

La partnership tra Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e Rete del Dono propone un modello adattabile a diversi contesti: un modello che unisce sostegno economico, formazione, partecipazione e valorizzazione del territorio. 

In questo senso, il crowdfunding culturale diventa molto più di uno strumento di raccolta fondi. Diventa una leva di sostenibilità, uno strumento di partecipazione e un motore di rigenerazione territoriale. 

Perché quando una comunità si attiva intorno a un progetto culturale, non sta solo finanziando un’iniziativa. Sta scegliendo di custodire un pezzo della propria identità e di costruire, insieme, nuove possibilità per il futuro. 

Elisa Rosso

Laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso Università di Torino, lavora da sempre nel non profit e nel sociale con un significativa esperienza nel settore raccolta fondi di grandi e piccole ONP (Amnesty International e NutriAid). Nell’autunno 2016 approda in Rete del Dono, dove si occupa di dare assistenza e consulenza alle ONP e alle Fondazioni per la promozione dei loro progetti e l'ottimizzazione delle campagne di raccolta fondi.

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